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Le 7 abitudini del web marketer di successo

contenuto bonus della seconda edizione del libro “Come si fa a promuovere con google” di MARCO FONTEBASSO

Abitudine n°1: obiettivi chiari


Avere le idee chiare è importante, ancora di più lo è essere specifici su quali sono le metriche di successo rilevanti per la propria attività. Sbagliare è molto più facile di quello che si pensa: scegliere parole chiave troppo generiche e portare molto traffico al proprio sito senza che si traduca in contatti, anagrafiche o vendite, calcolare male la propria marginalità, ed investire in AdWords più di quanto il nostro budget di marketing ci concede. Sono molte le insidie, il “web marketer di successo” ha le idee chiare sui propri obiettivi, e ha identificato una serie di metriche chiave (numeri semplici da tenere sotto controllo) su cui misurare i propri progressi.

Ecco alcuni esempi di metriche da considerare non solo all’inizio ma soprattutto per la loro evoluzione nel tempo:

* numero tot. Di parole chiave che portano traffico al sito
* numero di parole chiave con posizionamento top10
* numero tot. Di link al sito
* numero tot. Di “link-domain” al sito
* visitatori “naturali” e visitatori “pagati” (ad ex. Da AdWords)
* bounce rate per tipo di utente
* tasso di conversione per referral/canale.

Abitudine n°2: aspettative realistiche

Quasi importante quanto il punto n°1 è avere aspettative realistiche: uno degli errori più comuni di chi approccia il SEO, è aspettarsi cambiamenti giornalieri. I posizionamenti oscillano abbastanza spesso (specie per parole chiave non troppo competitive) ma questo segnale viene mal interpretato. È utile invece ricordarsi sempre che questo tipo di attività richiede tempo per dare risultati, e che i progressi vanno misurati nell’arco di qualche mese, e non rimanere intrappolati nel ciclo una modifica al giorno, un controllo al giorno.

Abitudine n°3: contano solo i risultati

Bisogna diventare come dei buoni venditori, e ricordarsi che alla fine più delle nostre opinioni, delle nostre idee o preconcetti, contano i risultati sul campo: in questo caso i posizionamenti raggiunti, le vendite effettuate. Qualsiasi idea, spunto o strategia (incluse quelle contenute in questo libro) dovrebbero essere messe alla prova, testate e verificate.

Abitudine n°4: passione per la tecnologia

Per fare web marketing con buoni risultati non è necessario essere dei programmatori o dei web designer, ma aiuta enormemente avere un rapporto positivo con la tecnologia, così da poter comprendere le dinamiche in atto, le difficoltà in cui ci si imbatterà nella creazione e nell’ottimizzazione del proprio sito, così come nel posizionamento sui motori di ricerca, per esempio:

* comprensione dell’HTML o XHTML (tag semantici, struttura della pagina)
* dinamiche di erogazione dei siti e delle applicazioni web (client – server).

Abitudine n°5: coprire sempre le basi

Fare web marketing, come molte attività nel business, è essenzialmente una questione di metodo. Ovviamente idee geniali o innovative possono velocizzare, ma non bisogna mai dimenticare che la prima regola è di avere tutte le basi coperte. La maggior parte delle volte, invece, quando si analizza un progetto di SEO o di campagna AdWords, di un cliente (magari insoddisfatto dei propri risultati attuali) si nota immediatamente che è stato fatto tutto bene al momento di partire, ma poi ci si è persi per strada:

* inseguendo l’ultima trovata per il posizionamento delle pagine
* preoccupandosi solo dei link e non della conversione

Abitudine n°6: 20 min. al giorno

Una volta lanciato il proprio sito, pubblicata la propria campagna, è più utile dedicare poco tempo ogni giorno a misurare le proprie metriche e pianificare con calma e metodo interventi e ottimizzazioni. Questo tipo di approccio del poco tutti i giorni è più efficace e sostenibile di dedicare intere giornate una volta ogni 2 mesi, si raccolgono segnali di problemi troppo tardi, e non si ha modo di fare quei piccoli aggiornamenti necessari (soprattutto in ottica di conversione).

Abitudine n°7: ossessione per il link building

Per il posizionamento del proprio sito nei risultati organici di Google la leva di gran lunga più efficace nel tempo è quella del building. Per lanciare un sito e posizionarlo efficacemente è essenziale dedicare sempre tempo e risorse a generare sempre nuovi link.

ulteriori spunti … libro e autore su: guida-google.com

Come inserire un sito nel nuovo motore di ricerca by microsoft: bing

bing il nuovo motore di ricerca by Microsoft nasce per sostituire il vecchio Live Search.


Ma come posso fare l’AddURL del mio sito? Andando alll’indirizzo Invio URL di Bing .

Si devono digitare le lettere che compaiono nell’immagine captcha e inserire l’indirizzo del proprio sito web. Basta la sola url principale in quanto le altre pagine del sito verranno automaticamente indicizzate dal Bot.

http://www.bing.com/docs/submit.aspx

bing “il motore decisionale” vs google

[...]Ma perché ci sarebbe bisogno di un nuovo motore? Tutti sappiamo come funziona quello di Google: scrivi parole chiave e ricevi un elenco di link a siti pertinenti. Ebbene, questo per Microsoft non è più sufficiente a soddisfare l’utente. Nell’annunciare Bing, cita un rapporto di Comscore secondo cui il 30% delle ricerche rimane senza risposta e quindi abbandonato. Il 66% delle ricerche richiede che l’utente faccia più tentativi per ottenere quanto voluto.

Bing, invece di andare allo scontro diretto con Google (che ha ormai una quota di mercato schiacciante nel mondo), prova quindi a rovesciare la prospettiva, con un approccio nuovo. A cominciare dall’homepage. Invece della pagina candida e asciutta che ha fatto la fama di Google, Bing parte con gli “effetti speciali”: un’immagine ad altissima risoluzione, che cambia a rotazione. Possiamo cliccarci per avere ulteriori informazioni, oppure partire con una ricerca libera, da digitare in una barra. A seconda delle parole digitate, il motore intuisce l’ambito della ricerca, cioè i nostri possibili scopi, e ci dà poi una guida verso il risultato finale.

Per esempio, se scriviamo il nome di un automobile ci dà opzioni per arrivare direttamente al manuale, a una recensione, a un sito dove comprarla. Se scriviamo il nome di una località turistica, ci chiede se vogliamo foto, consigli su hotel e via dicendo. Queste opzioni che guidano la ricerca sono calcolate dinamicamente dal motore, con il nuovo algoritmo ideato da Microsoft. È uno sforzo profondo di adattare l’intelligenza robotica del motore a quella mobile e imprevedibile degli utenti…[...] leggi tutto

fonte repubblica.it

WebRanking Top 80 Italy – classifica di comunicazione finanziaria su web

Come ogni anno la la società svedese Hallvarsson & Halvarsson in collaborazione con CorrierEconomia stila una classifica, un “hit padade” della comunicazione finanziaria su web.Questa classifica si basa su indicazioni di analisti, investitori, giornalisti esperti di economia.

“L’analisi del CorrierEconomia però non è entusiastica, dice Pierluigi Emmulo di webmaster point. Se è vero che importanti sforzi sono stati sostenuti in generale dalle imprese per migliorare la comunicazione sul web, in confronto alla tendenza europea l’Italia mostra un certo ritardo. Maggiore attenzione infatti è data dalle società europee prime in classifica nel webranking europeo ad aspetti come la presenza dell’organigramma aziendale sul web, la comunicazione del bilancio sociale, la chiarezza in merito ai nomi dei manager e delle figure dirigenziali e la qualità delle informazioni utili agli azionisti.

Anche l’assenza di indicazioni sulla strategia dell’azienda rappresenta un serio tallone d’Achille dei siti italiani, aggravata dal fatto che 14 delle compagnie prese in considerazione non offrono nessun canale diretto di dialogo con gli investor relator.

Insomma, sembra che i siti web delle grandi imprese italiane pecchino di un difetto tipico delle realtà nostrane: la mancanza di trasparenza e la poca disponibilità a rendere visibile il cuore dell’azienda e l’establishment che ne orienta lo sviluppo e le dinamiche operative.”

Mah! Avranno bisogno di professionisti? Che ne dite?

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