Social Media | solo una moda o una nuova era?
martedì, febbraio 23rd, 2010I Social Media sono solo una moda?
Oppure sono l’evento più importante dopo la rivoluzione industriale?
Benvenuto in una nuova era della comunicazione!
I Social Media sono solo una moda?
Oppure sono l’evento più importante dopo la rivoluzione industriale?
Un semplice e pratico programma per la cattura video che utilizza come sorgente direttamente la nostra webcam. Con pochi clik si possono fare presentazioni, video virali, registrare messaggi commerciali e pubblicitari … insomma video-comunicare!
Investimenti frenati a causa di una scarsa conoscenza, frammentata e poco approfondita, del panorama offerto dall’e-business e dalla mancanza di interlocutori adeguati
Milano, 8 giugno 2009 – Le aziende italiane, in modo particolare le PMI, hanno una conoscenza molto frammentata e poco approfondita degli strumenti di e-business e, in particolar modo,dei benefici che possono generare sotto il profilo della conquista di nuovi mercati, di nuove modalità di dialogo con i propri consumatori o per ottimizzare la gestione ed i costi connessi allo svolgimento delle attività.
Per il 98% del campione – 120 tra top manager ed imprenditori di primarie aziende italiane – fare e-business significa principalmente avere un sito aziendale.
A seguire, tra le altre applicazioni di e-business, emerge che le aziende italiane utilizzano attività di web marketing (51%) e invio di newsletter (59%) per comunicare i propri prodotti e servizi. Meno della metà del campione utilizza il CRM (45%) e poco più di un terzo l’extranet (38%), entrambi strumenti utilizzati per la gestione della propria base clienti.
E-commerce e acquisti on-line sono utilizzati solo da un terzo del campione (rispettivamente 28% e 31%) con una incidenza rispettivamente del 7,6% sul fatturato e del 7,0% sul totale acquisti.
Sfuggono ai più l’ampio spettro di strumenti offerto dall’e-business - dall’intranet all’extranet, dall’e-commerce all’e-procurement, ai nuovi media digitali e così via – le loro caratteristiche e soprattutto le potenzialità che possono conferire in termini di profitti alle aziende che li adottano.
Rimane bassa la percentuale delle aziende – meno di un terzo del campione (27%) – che fanno ricorso a strumenti come il web 2.0 e attività di community (quali blog aziendali, forum, presenza su siti di social networking, etc.).
Mentre solo il 16% del campione utilizza strumenti innovativi come il mobile (sms).
Tra le motivazioni che frenano gli investimenti in e-business nelle imprese, e che sono alla base della scarsa propensione del management aziendale all’utilizzo degli strumenti di e-business, c’è al primo posto la mancanza di una cultura e di competenze interne specifiche(30%) ma anche di interlocutori esterni adeguati (14%).
“Con gli strumenti di e-business si traducono le opportunità offerte dalle nuove tecnologie di comunicazione digitale (ad es. web, mobile, etc…) in concrete opportunità di profitto per l’azienda”.
Dall’indagine risulta inoltre che l’investimento delle aziende italiane in strumenti di e-business è oggi ancora a livelli estremamente bassi, pari a meno dell’1% del fatturato aziendale.
“L’investimento annuo si aggira in media sui 38 mila euro per le aziende con un fatturato di 50 milioni di euro , mentre l’investimento sale a 500 mila euro per le aziende medie, dai 50 ai 300 milioni di euro, e supera i 2 milioni di euro per le grandi aziende con fatturato oltre i 300 milioni di euro”.
Sono le grandi aziende italiane e le filiali in Italia di multinazionali le più sensibili a tali investimenti perché ne conoscono le potenzialità grazie anche ad esperienze ‘importate’dall’estero.
Parlando delle potenzialità che si riconoscono a questi strumenti, in prima fila c’è la soddisfazione del cliente (21%), seguito dall’aumento del fatturato (16%) e dalla riduzione dei costi (12%); al quarto e quinto posto delle motivazioni il contributo allo sviluppo di nuovi prodotti (9%) e la possibilità di internazionalizzazione (5%).
L’ineluttabilità della rivoluzione digitale è percepita comunque dalla maggioranza del campione che afferma che nei prossimi anni dovrà aumentare la voce di spesa relativa (in media del 25%) e che ciò comporterà un impatto positivo sui risultati dell’azienda (46% del campione).
Tale budget si concentrerà sulle applicazioni giudicate più promettenti: soprattutto di e-commerce (per il 67%), giudicato il più produttivo, e di CRM (incremento previsto dal 56% del campione), giudicato il più rilevante.
“Ne emerge, nel complesso ,che l’atteggiamento nei confronti dell’e-business si compone di due fronti aziendali contrapposti: gli illuminati e gli obbligati”.
Gli “illuminati” che utilizzano una molteplicità di applicazioni digitali da cui traggono molta soddisfazione, soprattutto per il ritorno economico da essi generato in termini di aumento di fatturato e riduzione di costi.
Tra gli strumenti di e-business più apprezzati, dove è maggiore il grado di soddisfazione, l’extranet (sito il cui accesso è limitato a fornitori, clienti, etc.) e il CRM (Customer Relationship Management) per la gestione di un database clienti profilati e segmentati per target.
L’utilizzo di strumenti di e-business che ne fanno invece gli “obbligati” appare più dettato da una logica doveristica che da una reale comprensione/apprezzamento delle potenzialità dell’e-business. Chi lo fa perché ‘bisogna farlo’ ha infatti un grado di soddisfazione minore per le attività implementate e gli riconosce un generico vantaggio in termini di soddisfazione del cliente.
Un’ulteriore fenomeno rilevato dall’Osservatorio è l’insoddisfazione per il servizi offerti dai fornitori di soluzioni di e-business : solo il 37% delle aziende intervistate si dichiara “molto o abbastanza soddisfatto” dei servizi prestati dalle web agencies e il 26% per le società di consulenza. Molto molto bassa la soddisfazione per i servizi di e-business offerti dalle agenzie di pubblicità: solo il 15%.
I motivi di questa insoddisfazione sono da ricercarsi in una mancanza di “contributo alla sviluppo della strategia aziendale” , “scarsa propositività” , “insufficiente assistenza dopo il lancio” ma anche nella “creatività” delle soluzioni sviluppate.
Ed è proprio questa mancanza di una valida collaborazione esterna unita alla mancanza di competenze aziendali l’ostacolo principale all’incremento dell’utilizzo degli strumenti di e-business da parte delle aziende italiane.
PRIMO OSSERVATORIO SULL’E-BUSINESS NELLE IMPRESE ITALIANE: IL CAMPIONE
Indagine condotta nell’ultimo quarter 2008 dall’Istituto di Ricerca Sinaptica con metodo Cawi (Computer Assisted Web Interviewing).
Rispondenti : 120 Top Manager e Imprenditori di primarie aziende operanti in Italia.
68% società di proprietà italiana
32% filiali di multinazionali
51% Industria
25% Commercio
24% Altri servizi
40% fino a 50 milioni di fatturato
29% dai 50 ai 300 milioni di fatturato
31% oltre i 300 milioni di fatturato
Per gli amanti di LOTUS notes segnalo questa news tratta da webmasterpoint.org:
Dopo aver presentato Lotus Foundation, un pacchetto di soluzioni per la piccola e media impresa, e Virtual Linux Desktop, il sistema desktop virtualizzato per lavorare con alcune suite di applicazione e servizi enterprise, quali Lotus Symphony e Lotus Sametime, nell’annuale conferenza Lotusphere IBM ha annunciato l’arrivo di LotusLive, un portfolio di servizi di social networking e di collaborazione basato sulla filosofia del cloud computing.
LotusLive, costruito secondo un modello di business aperto, nelle intenzioni di IBM dovrà essere il luogo virtuale dove l’utente potrà trovare tutte le soluzioni cloud di Lotus, fra le quali il client email, il gestore del calendario, gli applicativi di messaggistica istantanea e servizi di web conferencing. LotusLive sarà quindi un portale capace di offrire una serie estesa di servizi, dalla gestione della posta elettronica alla collaborazione on line, con opzioni e funzionalità decisamente orientate al business.
A tal fine, IBM ha stretto una partnership con LinkedIn, Skype e SalesForce.com., alle quali ha fornito parte del codice di LotusLive, LotusNotes e LotusConnections. L’obiettivo è di integrare LotusLive con i servizi di social networking di LinkedIn e Skype e con il software CRM di SalesForce.com.
LotusLive includerà anche funzionalità di storage e sharing da Quickr, funzioni di instant messaging e web conferencing da Sametime, mentre Lotus Forms offrirà contenuti e profili da Connections, live chat in tempo reale ed email. La versione web di LotusNotes sarà costantemente implementata con le tecnologie Web 2.0 sviluppate da IBM in Eclipse. La nuova piattaforma dovrebbe essere lanciata nel corso dell’estate.
Autore: Andrea Galassi
Durante gli ultimi anni si e’ verificata un’ampia diffusione di applicazioni web quali forum, blog, guestbook, cms, portali.
Queste applicazioni, molto spesso gratuite, sono diventate oggetto di attenzione non solo degli utilizzatori, ma anche di persone malintenzionate che sono alla continua ricerca di falle di sicurezza delle applicazioni stesse. Una volta scoperta una falla e’ infatti molto facile sfruttarla per danneggiare tutti coloro che utilizzano quella stessa applicazione, a volte violando anche decine di migliaia di siti in una sola volta a livello mondiale.
In genere queste falle di sicurezza permettono di modificare il contenuto del sito (ad esempio cambiandone la home page), oppure di renderlo semplicemente non visibile, oppure di usarlo per diffondere contenuti illegali.
Inoltre e’ buona norma mantenere aggiornato il sistema operativo del proprio pc e proteggerlo con un software firewall ed un software antivirus e di fare attenzione a messaggi e-mail contenenti allegati sospetti o richieste di password di accesso a conti correnti o similari (phishing).
In questo modo si proteggono tutte le proprie password, inclusa quella di gestione della propria e-mail o del proprio sito web. [...]
Un interessante articolo di Rafe Needleman, redattore per Webware di CNET News, mette in luce gli aspetti più obsoleti che nelle interfacce web tardano a scomparire. Alcune abitudini, configurazioni o impostazioni grafiche, di quella che possiamo definire la preistoria di Internet, sono ancora attuali e nonostante il Web 2.0 sembra non abbiano alcuna voglia di tramontare. [...]
I progressi nel website design sono ovvi e nessuno nega che attualmente la grafica delle pagine non sia paragonabile a quella degli anni ‘90; oggi il web design è un’arte pluridisciplinare, che combina l’Internet communication con la grafica, la creatività e la semplicità, l’analisi delle performance, ecc., cioè un connubio di discipline che in alcuni casi ha portato a risultati eccezionali. Ma non è questo il punto in discussione, quanto piuttosto la sfida dell’Internet mobile. Forse non tutti sono consapevoli dell’evoluzione in corso, che promuoverà la sempre più ampia diffusione dell’Internet mobile; gran parte delle interfacce che oggi popolano la Rete non potrà transitare così facilmente su dispositivi portatili e spesso esse non sono neppure abilitate al riconoscimento del dispositivo, che ha richiesto la pagina. [...]
Tratto da un articolo di Cristina Rovetti
programmazione.it
dal blog di napolux.com riporto un tragi-comico post il primo del 2008 per enjob. enzine…augurando a tutti quelli che si ritrovano in questa situazione un cambiamento verso il valore e il rispetto del proprio lavoro e del proprio tempo.
Perchè io valgo (cit.)
“Mai fare assistenza tecnica gratuita.
Chi lavora in ambito informatico lo sa. Amici, parenti, vicini di casa, passanti e animali domestici si rivolgono a noi pretendendo supporto tecnico in ogni momento della giornata: “il computer non va”, “mi scarichi il tal file?”. Gratis.
Ecco alcuni buoni motivi per non fornire mai assistenza tecnica gratuita a chicchessìa (tranne la propria ragazza, lei ha il bonus speciale):
Nonostante tutto noi informatici siamo un po’ così. Una mano la diamo sempre, anche agli sconosciuti. Sarà masochismo, sarà altruismo, sarà scemenza. Che ci volete fare”
…lascia la tua esperienza e il tuo pensiero!
Il mondo parallelo di Second Life e di altri luoghi della Rete similari cresce a ritmi esponenziali e con esso l’universo dei giochi di ruolo. Un esercito di occidentali spende parti sempre più importanti del proprio tempo a costruirsi nuove identità tanto lontane da quelle vissute nella propria quotidianità da lasciar immaginare una fuga, un vero e proprio esodo da una realtà ritenuta grigia ed infelice. Intanto il mondo della robotica sforna androidi sempre più intelligenti e ci promette esseri totalmente a nostra disposizione e amanti perfettamente obbedienti. Un pezzo crescente di Occidente non ama più se stesso e mette in discussione il rapporto paritario con l’altro e principalmente quello uomo donna.”
Tutto comincia con il business legato al “virtuale”, di come la gente si rifugia in una nuova “avventura” per compensare solitudine e insoddisfazione di una vita orinaria fatta di sogni irrealizzabili e obiettivi non raggiunti…di quanto sia facile nel “cyber spazio” sopperire alle carenze di una vita che non si ha il coraggio di vivere o di affrontare perchè bella e oltremodo difficile!
Dalla visione psico-analitica si passa a quella puramente venale con l’immagine di copertina della donna più ricca del “secondo pianeta” la cinese che ha raggiunto il milione di dollari reali convertendo i linden quadagnati da immobiliarista…e subito l’immagine passa allo sfruttamento in Cina da parte di aziende ed imprenditori che costringono giovani giocatori di videogiochi a passare 12/15 ore al giorno al computer per “estrarre oro”; rivendendolo per un ricavato di circa 60.000 dollari al mese e uno stipendio per i giocatori che non arriva ai 200!
Interviste a psicologi e psichiatri che curano gli affetti da dipendenza da internet che, dapprima tolgono tempo agli hobby, poi alla famiglia, al lavoro ed infine a se stessi diventando i ” nuovi malati” del secolo.
Da qui non c’è stato più limite…
Avatar per rispecchiare quello che vorremmo essere, ma soprattutto avatar per avere quello che non possiamo avere…
Personaggi virtuali capaci di alleviare qualsiasi bisogno…qualsiasi!
Dalla fidanzata virtuale sul telefonino, non quella che piacevolmente puoi zittire semplicemente spegnendo il telefono ma quella che ti fa spendere con sms, che ha bisogno di attenzioni e di letterire d’amore (scritte con il T9 immagino!) per avere in cambio effusioni e momenti hard.
Dalla casa per appuntamenti virtuale dove prenotare online una ragazza…in silicone (e non per mano di un chirurgo!)…da scegliere fra tre modelli, per ora, dotata di vagina estraibile e molteplici vestitini.
Finendo con gli androidi, da lontano non si distinguono dalle persone vere, dotate di movimenti ed espressioni naturali ma ancora “vuoti”, come sono stati definiti dalle “menti”…le stesse che stanno già lavorando sull’androide con propria personalità, capace di sostituire il silicone con qualcosa che al tempo stesso possa anche in qualche modo interagire nella situation.
Si è ipotizzato che, come il computer e il telefonino veri mostri del secolo passato, questi androidi fra vent’anni saranno il nuovo elemento che non potrà mancare nella vita delle persone.
Se penso a quanto potrebbe essermi utile un androide atto a svolgere le faccende di casa, stirare, pulire i vetri, collaborare al lavoro in momenti in cui due mani non bastano e a fare l’Ambrogio di turno portandomi in giro a fare shopping…non riesco a pensare allo stesso androide come possibile genero!
Ecco! Tutta questa storia stasera mi ha lasciata in uno stato tra l’ansia e il fascino di una tecnologia che non ha nessuna intenzione di fermarsi e lo fa senza guardare in faccia nessuno…lasciandomi mille pensieri sull’importanza dei rapporti umani, sul calore ma quello che senti sulla pelle, su una comunicazione globale mirata al singolo…sulle persone!
Roberta Voiglio aka enjob.rv
Ecco come le nuove tecnologie migliorano i servizi e la comunicazione tra pubbliche amministrazioni e cittadini. Iscriviti all’evento gratuito del 5 novembre e seguilo via internet (richiesta l’Adsl; non serve la webcam).
Tornano su IALweb i seminari in diretta. Il 5 novembre, a partire dalle 15.30, si svolgerà l’evento live Comunicazione nell’era digitale – Il rapporto tra cittadini e Pubblica amministrazione.
Il relatore Maurizio Blancuzzi -Direttore del Servizio e-government della Regione Friuli Venezia Giulia- parlerà dello scambio di comunicazioni online tra cittadini e amministrazioni, delle comunicazioni digitali certificate, dei sistemi di protocollo informatico e gestione documentale per garantire la trasparenza amministrativa.
Il seminario si rivolge agli operatori del settore e a tutti i cittadini e le imprese interessate a scoprire come le nuove tecnologie possono rendere i servizi amministrativi più veloci, accessibili e trasparenti. Migliorando così la vita quotidiana e il rapporto con le istituzioni.
L’iniziativa è organizzata in collaborazione col Polo ICT, il consorzio per lo sviluppo dell’Information Technology in Friuli Venezia Giulia.
Per partecipare all’evento live basta iscriversi preventivamente. In seguito all’iscrizione vi verrà inviato il link di accesso all’evento in onda dale 15.30. Raccomandiamo di collegarsi con puntualità per non perdere il seminario.
Informazioni
Sheda evento e iscrizione
francesco.denobili@ial.fvg.it
Approfondimenti
Cos’è l’e-government
Per la visualizzazione degli eventi live di IALweb è necessario possedere una linea a banda larga (ADSL o superiore) e una versione di Flash 6.5 o superiore.
Se vi collegate da una rete aziendale accertatevi dal vostro amministratore di rete che i contenuti in streaming provenienti da *.ialweb.it siano abilitati.
Per ulteriori chiarimenti è a disposizione il nostro Web Master:
(roberto.speretta@ialweb.it – 0434 248864)

E’ partita la commercializzazione del XO, il laptop ‘verde’ a prova di schizzi, pioggia, cadute e che consuma pochissima energia. E’ stato realizzato dalla Olpc (One Laptop Per Child), l’associazione noprofit di Nicholas Negroponte che ha come mission quella di permettere a chiunque di comprare un minicomputer, a patto di donarne allo stesso tempo uno ad un bambino di una nazione in via di sviluppo.

A partire dal 12 novembre chiunque potrà comprare il laptop verde a 399 dollari, prezzo doppio rispetto a quello ufficiale, in modo tale da usare il ricavato per fare la donazione.
L’obiettivo dell’Olpc, è consentire l’apprendimento, motivarlo e stimolare la libertà di espressione di due miliardi di bambini che vivono nel sud del mondo e non hanno accesso a nessuna forma di educazione. «Immaginate che potenziale può avere per questi bambini la possibilità di apprendere, a prescindere da chi sono, dove vivono o quanto poco posseggono», spiega in video dal sito www.olpc.com lo stesso Negroponte.
Il progetto nacque nel 1967, con il lancio di Logo, il primo programma di linguaggio elettronico pensato per i bambini. Gli autori erano ricercatori del Media Lab dell’Mit diretto da Negroponte. Logo è un linguaggio che si adatta all’insegnamento della geometria fondandosi sulla metodologia del costruire. I bambini apprendono secondo il metodo della Turtle geometry, ovvero imparano a programmare una tartaruga dipingendola su un pavimento o su di uno schermo di pc. L’impegno verso i bambini continua e nel 1982 Negroponte distribuisce computer Apple II ai bambini di un sobborgo di Dakar. Vent’anni dopo porta la connessione Internet e minicomputer in un villaggio della Cambogia. E così arriviamo al computer di oggi, che consuma pochissimo, minimizza l’utilizzo di materiali tossici, ha una lunga aspettativa di funzionamento, utilizza fonti di energia rinnovabili è esso stesso riciclabile. Secondo Negroponte è il laptop più verde mai prodotto fino ad ora, infatti consuma un decimo di energia rispetto agli usuali notebook ed ha ottenuto le più alte certificazioni ambientali europee e statunitensi. Il progetto ha numerose partnership, tra le quali Nortel, Intel, Quanta Computers, eBay e Amd che ha prodotto un processore a basso consumo e in grado di prolungare la durata della batteria per diverse ore. Wikepidia è la prima fonte di contenuti che contribuisce all’Olpc. Anche i governi di tutto il mondo si stanno interessando al progetto e con alcuni si sono già stretti accordi: il primo è stato quello libico che già nel 2006 ha siglato un accordo per l’acquisto di 1,2 milioni di laptop, uno per ogni bambino in età scolare.
repubblica.it