Social Media | solo una moda o una nuova era?
martedì, febbraio 23rd, 2010I Social Media sono solo una moda?
Oppure sono l’evento più importante dopo la rivoluzione industriale?
Benvenuto in una nuova era della comunicazione!
I Social Media sono solo una moda?
Oppure sono l’evento più importante dopo la rivoluzione industriale?

Dal 2 all’11 febbraio, BNI Italia invita tutti i suoi Membri e i loro Ospiti a partecipare alla 4° edizione della Settimana Internazionale del Networking, promossa dall’organizzazione di scambio di referenze più vasta e di successo a livello mondiale che conta ben 125.000 iscritti in 40 nazioni ed è giunta ai suoi 25 anni di attività.
L’obiettivo della Settimana è la promozione del ruolo chiave che il Networking gioca nello sviluppo e nel successo del business in ogni parte del mondo. Un efficiente meccanismo che porterà la vostra attività da una realtà locale verso il successo globale!
Anche per questa 4° edizione della Settimana Internazionale del Networking vengono organizzati in tutto il mondo eventi ed iniziative. Un occasione per i Membri dei diversi Capitoli di BNI Italia di apprendere i segreti del Networking, incontrarsi, confrontarsi e… scambiare referenze!
Per maggiori informazioni sugli eventi (Milano – Torino – Genova) del Networking Week visita il sito ufficiale
http://www.internationalnetworkingweek.it

Roberta Voiglio titolare dell’AGENZIA PUBBLICITARIA L’Esprit Nouveau e vice presidente in carica del Capitolo BNI “Monviso” – Saluzzo sarà presente all’evento di Torino GIOVEDI’ 11 febbraio 2010
Torino “Holiday Inn Turin Corso Francia” Piazza Massaua, 21
Networking Happy Hour Giovedì 11 Febbraio orario 18.00 – 21.00
costo buffet € 15
Social Media e Web 2.0 per l’architettura e il design
La partecipazione è gratuita ma è necessaria la registrazione.
Quali sono le potenzialità dei Social Media e del Web 2.0 per la Architetti, Designer e professionisti del mondo della progettazione?
Posso davvero trovare nuovi clienti?
Posso potenziare la mia rete di relazioni?
Qualcuno sta guadagnando grazie ai nuovi media?
A queste e altre domande verrà risposto nel corso del Seminario di discussione che si terra giovedì 10 dicembre alle ore 14:00 presso la sede di ISAD – Istituto Superiore di Architettura e Design in Via Balduccio da Pisa 16 a Milano.
Nel corso dell’incontro sarà presentato il corso specialistico “Social Media e Comunicazione per il Design e l’Architettura” che avrà inizio il 20.01.2010.
La presentazione sarà a cura di Prof. Arch. Marinella Jacini – Direttore di ISAD e Prof. Arch. Maurizio Galluzzo – Università IUAV di Venezia.
Per registrare la partecipazione cliccare quì
Questo Network è stato sviluppato per dare una concreta possibilità alle PICCOLE MEDIE IMPRESE italiane e straniere di accrescere il loro Businesses. Il Network Youbiz è composto di 3 siti internet che offrono alle aziende diversi strumenti ma assolutamente complementari per STABILIRE NUOVI CONTATTI, PROMUOVERE L’ATTIVITA’ della propria azienda, INIZIARE NUOVI RAPPORTI COMMERCIALI o INTRECCIARE NUOVE COLLABORAZIONI PROFESSIONALI.
Youbiz Trading è la “piazza affari” del Network, dove le aziende che si sono registrate al Network, allestiscono le proprie vetrine di prodotti e attivano una serie di rapporti e contatti con aziende che sono interessate alla loro attività.
Pmi News, invece, offre aggiornamenti in tempo reale su diversi argomenti strettamente correlati con le realtà territoriali delle Pmi.
Imprese, infine, è il sito dove le Aziende si registrano e creano uno spazio promozionale per la loro attività.

BNI è un’organizzazione di professionisti ed imprenditori che ammette un solo rappresentante per ogni professione all’interno dei suoi Capitoli. Il solo e unico proposito di un Capitolo BNI è quello di generare maggiori affari per i suoi Membri.
BNI è l’Organizzazione di Referenze più vasta e di successo a livello mondiale;
L’Agenzia Pubblicitaria L’Esprit Nouveau presenta il sito BNI Capitolo Monviso (Saluzzo CN) che entra a far parte della rete di BNI Italia :
La mia testimonianza:
“Sucessivamente alla curiosità che mi ha spinta la prima volta a partecipare ad un incontro di BNI è subentrata una certezza: cogliere un’opportunità per lo sviluppo della mia attività in termini di business. Occupandomi di marketing e promozione pubblicitaria per professione, non mi è stato difficile capire la filosofia di quest’ organizzazione; la strategia più efficace e meno costosa per sviluppare nuovi clienti è da sempre lo scambio di referenze e l’intreccio di conoscenze professionali.
Nel web gli intrecci sono senza frontiere, i social network ci hanno abituati a contatti professionali senza confini ma tante attività hanno bisogno di sviluppare conoscenze locali; l’idea del networking diretto e strutturato è decisamente efficace per il proprio business.”
Investimenti frenati a causa di una scarsa conoscenza, frammentata e poco approfondita, del panorama offerto dall’e-business e dalla mancanza di interlocutori adeguati
Milano, 8 giugno 2009 – Le aziende italiane, in modo particolare le PMI, hanno una conoscenza molto frammentata e poco approfondita degli strumenti di e-business e, in particolar modo,dei benefici che possono generare sotto il profilo della conquista di nuovi mercati, di nuove modalità di dialogo con i propri consumatori o per ottimizzare la gestione ed i costi connessi allo svolgimento delle attività.
Per il 98% del campione – 120 tra top manager ed imprenditori di primarie aziende italiane – fare e-business significa principalmente avere un sito aziendale.
A seguire, tra le altre applicazioni di e-business, emerge che le aziende italiane utilizzano attività di web marketing (51%) e invio di newsletter (59%) per comunicare i propri prodotti e servizi. Meno della metà del campione utilizza il CRM (45%) e poco più di un terzo l’extranet (38%), entrambi strumenti utilizzati per la gestione della propria base clienti.
E-commerce e acquisti on-line sono utilizzati solo da un terzo del campione (rispettivamente 28% e 31%) con una incidenza rispettivamente del 7,6% sul fatturato e del 7,0% sul totale acquisti.
Sfuggono ai più l’ampio spettro di strumenti offerto dall’e-business - dall’intranet all’extranet, dall’e-commerce all’e-procurement, ai nuovi media digitali e così via – le loro caratteristiche e soprattutto le potenzialità che possono conferire in termini di profitti alle aziende che li adottano.
Rimane bassa la percentuale delle aziende – meno di un terzo del campione (27%) – che fanno ricorso a strumenti come il web 2.0 e attività di community (quali blog aziendali, forum, presenza su siti di social networking, etc.).
Mentre solo il 16% del campione utilizza strumenti innovativi come il mobile (sms).
Tra le motivazioni che frenano gli investimenti in e-business nelle imprese, e che sono alla base della scarsa propensione del management aziendale all’utilizzo degli strumenti di e-business, c’è al primo posto la mancanza di una cultura e di competenze interne specifiche(30%) ma anche di interlocutori esterni adeguati (14%).
“Con gli strumenti di e-business si traducono le opportunità offerte dalle nuove tecnologie di comunicazione digitale (ad es. web, mobile, etc…) in concrete opportunità di profitto per l’azienda”.
Dall’indagine risulta inoltre che l’investimento delle aziende italiane in strumenti di e-business è oggi ancora a livelli estremamente bassi, pari a meno dell’1% del fatturato aziendale.
“L’investimento annuo si aggira in media sui 38 mila euro per le aziende con un fatturato di 50 milioni di euro , mentre l’investimento sale a 500 mila euro per le aziende medie, dai 50 ai 300 milioni di euro, e supera i 2 milioni di euro per le grandi aziende con fatturato oltre i 300 milioni di euro”.
Sono le grandi aziende italiane e le filiali in Italia di multinazionali le più sensibili a tali investimenti perché ne conoscono le potenzialità grazie anche ad esperienze ‘importate’dall’estero.
Parlando delle potenzialità che si riconoscono a questi strumenti, in prima fila c’è la soddisfazione del cliente (21%), seguito dall’aumento del fatturato (16%) e dalla riduzione dei costi (12%); al quarto e quinto posto delle motivazioni il contributo allo sviluppo di nuovi prodotti (9%) e la possibilità di internazionalizzazione (5%).
L’ineluttabilità della rivoluzione digitale è percepita comunque dalla maggioranza del campione che afferma che nei prossimi anni dovrà aumentare la voce di spesa relativa (in media del 25%) e che ciò comporterà un impatto positivo sui risultati dell’azienda (46% del campione).
Tale budget si concentrerà sulle applicazioni giudicate più promettenti: soprattutto di e-commerce (per il 67%), giudicato il più produttivo, e di CRM (incremento previsto dal 56% del campione), giudicato il più rilevante.
“Ne emerge, nel complesso ,che l’atteggiamento nei confronti dell’e-business si compone di due fronti aziendali contrapposti: gli illuminati e gli obbligati”.
Gli “illuminati” che utilizzano una molteplicità di applicazioni digitali da cui traggono molta soddisfazione, soprattutto per il ritorno economico da essi generato in termini di aumento di fatturato e riduzione di costi.
Tra gli strumenti di e-business più apprezzati, dove è maggiore il grado di soddisfazione, l’extranet (sito il cui accesso è limitato a fornitori, clienti, etc.) e il CRM (Customer Relationship Management) per la gestione di un database clienti profilati e segmentati per target.
L’utilizzo di strumenti di e-business che ne fanno invece gli “obbligati” appare più dettato da una logica doveristica che da una reale comprensione/apprezzamento delle potenzialità dell’e-business. Chi lo fa perché ‘bisogna farlo’ ha infatti un grado di soddisfazione minore per le attività implementate e gli riconosce un generico vantaggio in termini di soddisfazione del cliente.
Un’ulteriore fenomeno rilevato dall’Osservatorio è l’insoddisfazione per il servizi offerti dai fornitori di soluzioni di e-business : solo il 37% delle aziende intervistate si dichiara “molto o abbastanza soddisfatto” dei servizi prestati dalle web agencies e il 26% per le società di consulenza. Molto molto bassa la soddisfazione per i servizi di e-business offerti dalle agenzie di pubblicità: solo il 15%.
I motivi di questa insoddisfazione sono da ricercarsi in una mancanza di “contributo alla sviluppo della strategia aziendale” , “scarsa propositività” , “insufficiente assistenza dopo il lancio” ma anche nella “creatività” delle soluzioni sviluppate.
Ed è proprio questa mancanza di una valida collaborazione esterna unita alla mancanza di competenze aziendali l’ostacolo principale all’incremento dell’utilizzo degli strumenti di e-business da parte delle aziende italiane.
PRIMO OSSERVATORIO SULL’E-BUSINESS NELLE IMPRESE ITALIANE: IL CAMPIONE
Indagine condotta nell’ultimo quarter 2008 dall’Istituto di Ricerca Sinaptica con metodo Cawi (Computer Assisted Web Interviewing).
Rispondenti : 120 Top Manager e Imprenditori di primarie aziende operanti in Italia.
68% società di proprietà italiana
32% filiali di multinazionali
51% Industria
25% Commercio
24% Altri servizi
40% fino a 50 milioni di fatturato
29% dai 50 ai 300 milioni di fatturato
31% oltre i 300 milioni di fatturato
Per gli amanti di LOTUS notes segnalo questa news tratta da webmasterpoint.org:
Dopo aver presentato Lotus Foundation, un pacchetto di soluzioni per la piccola e media impresa, e Virtual Linux Desktop, il sistema desktop virtualizzato per lavorare con alcune suite di applicazione e servizi enterprise, quali Lotus Symphony e Lotus Sametime, nell’annuale conferenza Lotusphere IBM ha annunciato l’arrivo di LotusLive, un portfolio di servizi di social networking e di collaborazione basato sulla filosofia del cloud computing.
LotusLive, costruito secondo un modello di business aperto, nelle intenzioni di IBM dovrà essere il luogo virtuale dove l’utente potrà trovare tutte le soluzioni cloud di Lotus, fra le quali il client email, il gestore del calendario, gli applicativi di messaggistica istantanea e servizi di web conferencing. LotusLive sarà quindi un portale capace di offrire una serie estesa di servizi, dalla gestione della posta elettronica alla collaborazione on line, con opzioni e funzionalità decisamente orientate al business.
A tal fine, IBM ha stretto una partnership con LinkedIn, Skype e SalesForce.com., alle quali ha fornito parte del codice di LotusLive, LotusNotes e LotusConnections. L’obiettivo è di integrare LotusLive con i servizi di social networking di LinkedIn e Skype e con il software CRM di SalesForce.com.
LotusLive includerà anche funzionalità di storage e sharing da Quickr, funzioni di instant messaging e web conferencing da Sametime, mentre Lotus Forms offrirà contenuti e profili da Connections, live chat in tempo reale ed email. La versione web di LotusNotes sarà costantemente implementata con le tecnologie Web 2.0 sviluppate da IBM in Eclipse. La nuova piattaforma dovrebbe essere lanciata nel corso dell’estate.
Autore: Andrea Galassi
segnalazione:
Facebook è un social network il cui valore è inestimabile sia per le sue potenzialità ma soprattutto per la sua valenza estremamente concreta. La vera forza è l’affezione che lo muove: vi sono persone che qui mettono la faccia e che attraverso questo strumento si esprimono (soprattutto nel proprio profilo), si incontrano (creano, formano e aderiscono a gruppi tematici), hanno la possibilità di valutare e reperire informazioni su eventi e iniziative che gli interessano veramente (calendari) ai quali sono affezionati. Sincera affezione, quindi emotività e sentimenti: ovvero quel plus che le aziende cercano, del quale hanno bisogno ma che da sole non possono offrire perché facendo business non hanno credibilità. La credibilità la dà la popolarità e Facebook è popolare perché è ricco di persone che dall’individualità si uniscono in gruppi che attestano il valore di cose e persone. Così le rendono popolari.
Ognuno è attore consapevole, messo in condizione di valutare ed aderire a gruppi autonomamente o sulla base della fiducia riposta nelle persone che conosce e frequenta abitualmente.
Facebook deve la sua forza anche alla capacità di racchiudere in sé gli ingredienti salienti della vita: i rapporti umani (le amicizie), il divertimento (i video esilaranti) e la sfera professionale universitaria e post.
Per questo sta diventando sempre più mezzo di divulgazione mirata di iniziative anche aziendali sotto svariate forme:
- In Facebook assistiamo al fenomeno del “culto” di oggetti cult, status symbol carichi di significato e rappresentativi di un intero mondo, postati ed elevati non dalle aziende ma dagli stessi consumatori-adoratori spesso impossibilitati al vero consumo. Qui dichiarano il loro amore e la loro affezione a borse di Gucci o Luis Vuitton che non possono permettersi; piuttosto che a simboli di un’epoca passata come il giradischi portatile o l’Olivetti Valentine
- Facebook si presta alla pubblicità provocatoria. È il caso di Whopper: l’hamburger feticcio della catena Burger King, ha sempre potuto contare su una pubblicità piuttosto aggressiva. Ma questa le batte tutte: se rinunci a 10 amici su Facebook, ti regala un panino. Non male, EH?” (tratto da GQ n°113 di febbraio 2009)
- In Facebook assistiamo al reclutamento-aggragazione di partecipanti a eventi o concorsi aziendali. È il caso del concorso di progettazione grafico-industriale Glass Decorating today indetto da Decorazione Vetro Petenà e rivolto a giovani designer chiamati a testimoniare attraverso il design di oggi la possibilità di innovare un’antichissima tecnica di decorazione del vetro veneziano.
Il reclutamento è mirato e avviene attraverso gli inviti a partecipare postati su gruppi di studenti o ex studenti di università specialistiche del design, quali lo IUAV
- In Facebook si attinge materiale per il giornalismo captando chiacchiere, o estrapolandone statistiche su popolarità di cose e persone. Ad esempio un blogger può radunare estimatori e fan per renderli partecipi di una prossima intervista- scoop. Ad esempio si può “sfruttare” la curiosità e la voglia di spettegolare ricompensandola con un senso di appartenenza ad un gruppo esclusivo e di nicchia, creando un gruppo privato (per farne parte e quindi conoscerne il contenuto occorre fare domanda ed essere accettati dall’amministratore) quasi fosse un club, una confraternita. È il caso di titolo Gossip Volley che sarà la fonte di chiacchiere (anche segnalazioni private a tu per tu con l’amministratore) opportunamente filtrare e verificate che andranno a rimpinguare il blog di riferimento www.gossipvolley.it
- In Facebook si raccolgono adesioni a eventi ludici e sportivi quali ad esempio tornei di beach volley sulla spiaggia. Il gruppo Jump on the beach è punto di riferimento per i partecipanti dove si formano squadre e dove ci si scambia informazioni su logistica della trasferta a Jesolo (www.jumponthebeach.com ) in previsione dell’evento. Ma sarà anche il mezzo di scambio di video, foto e contatti post evento. Attraverso il gruppo le amicizie che si formeranno sulla sabbia avranno modo di continuare ad evolvere!
Quest’ultimo caso evidenzia soprattutto come sempre più spesso i siti aprano e rimandino ad una proprio gruppo su Facebook così da sfruttarne le caratteristiche di usabilità nell’interazione e aggregazione, venendo incontro all’utente che usa abitualmente questo strumento. Sarebbe ben più pretenzioso credere e volere che a evento concluso l’utente tornasse sistematicamente magari sul sito di riferimento, come si dice: “Passato il Santo, passato il miracolo!”
On line da pochi mesi, Myopencity, il primo social network italiano a portata di mappa, continua costantemente a raccogliere nuovi utenti grazie anche al suo inserimento nell’offerta del portale di FASTWEB. E decide di riorganizzarsi aggiungendo nuove funzionalità per dare maggiore forza alla propria peculiarità: la geolocalizzazione, attraverso mappe navigabili, dei contenuti pubblicati dagli utenti e dei loro profili.
www.myopencity.it si pone l’obiettivo di costruire una nuova geografia della città fatta di volti, racconti, emozioni, idee e suggerimenti di chi la vive giorno per giorno. Offre agli utenti uno spazio di aggregazione da vivere come persone reali nella propria vita reale per poi tornare in Rete a condividerla

Il progetto di “Codice Internet” è quello di divulgare la rete in Italia, e quale mezzo migliore del “social-viral” marketing per diffondere il “code-pensiero”?
Ed ecco il Social Network made in NING a carattere sociale…insomma, la vita si sta spostando nel “cyberspazio” nel virtuale, come rimanerne fuori? Ormai gli autografi li rilasciano i blogger, le mode vengono lanciate a botte di seo, il “ce l’ho manca” lo si fa con i social network, altro che figurine Panini, la comunicazione è fatta di scambio elettronico di informazioni…basti pensare che, in casa, per sapere se mio marito è disponibile accendo skype! Quanto è più facile comunicare le proprie emozioni con le “emoticon”?
Ma la rete è anche accesso facilitato alla formazione e alla conoscenza e la sua crescita esponenziale ha fatto di internet un vero polo professionale per aziende, professionisti e operatori; il telelavoro, le attività online e le imprese virtuali, lo scambio di informazioni tra professionisti…non mi sarebbero bastate due vite per incontrare “le menti” che ho avuto la fortuna di conoscere attraverso questo strumento da due anni a questa parte…e che dire della fortuna delle “menti” nell’aver incontrato me?…
Potevo quindi rimanenrne fuori? (per chi in questo momento sta pensando di rispondere si, vorrei sottolineare che trattasi di domanda retorica!)