Corporate blog o sito aziendale?
Ritengo che un sito istituzionale dai contenuti chiari e accessibili siano ancora il miglior biglietto da visita per l’immagine professionale dell’azienda; se questo al suo interno sostituisce la classica area dinamica delle news con un corporate blog dove raccogliere, oltre che i comunicati e le novità dell’azienda, anche il feedback dei clienti stabilendo con loro un rapporto più “amichevole”, allora oltre alla professionalità si trasmette anche la capacità di stare al passo con i tempi.
Quindi, si al blog aziendale ma come complemento e servizio aggiuntivo offerto…si al blog come strategia di promozione e indicizzazione…si al blog se si comprende che diventa parte degli strumenti di “lavoro”, quindi curato, professionale e aggiornato; diversamente può rivelarsi un’ arma a doppio taglio e ledere l’immagine aziendale…
La scelta da farsi dev’essere frutto dell’attenta analisi preliminare del progetto web dell’azienda.
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CRM (customer relationship management): prima la strategia e dopo il software!
Il concetto di Customer relationship management (termine inglese spesso abbreviato in CRM) è legato al concetto di fidelizzazione dei clienti.
In un’impresa “Market-oriented” il mercato non è più rappresentato solo dal cliente ma dall’ambiente circostante, con il quale l’impresa deve stabilire relazioni durevoli di breve e lungo periodo, tenendo conto dei valori dell’individuo/cliente, della società e dell’ambiente. Quindi l’attenzione verso il cliente è cruciale e determinante. Per questo motivo il marketing management deve pianificare e implementare apposite strategie per gestire una risorsa così importante.
Il CRM si spinge sostanzialmente secondo tre direzioni differenti e separate:
- L’acquisizione di nuovi clienti (o “clienti potenziali”)
- L’aumento delle relazioni con i clienti più importanti (o “clienti coltivabili”)
- La fidelizzazione più longeva possibile dei clienti che hanno maggiori rapporti con l’impresa (definiti “clienti primo piano”)
Alcune aziende cercano di non tenere conto di clienti che hanno poca importanza (definiti in gergo “clienti sotto-zero”) e attuano delle implicite tecniche definite, sempre gergalmente, come “Demarketing”.
Il CRM si articola comunemente in 3 tipologie:
- CRM operativo: soluzioni metodologiche e tecnologiche per automatizzare i processi di business che prevedono il contatto diretto con il cliente.
- CRM analitico: procedure e strumenti per migliorare la conoscenza del cliente attraverso l’estrazione di dati dal CRM operativo, la loro analisi e lo studio revisionale sui comportamenti dei clienti stessi.
- CRM collaborativo: metodologie e tecnologie integrate con gli strumenti di comunicazione (telefono, fax, e-mail, ecc.) per gestire il contatto con il cliente.
L’errore più comune in cui ci si imbatte quando si parla di Customer Relationship Management è quello di equiparare tale concetto a quello di un software. Il CRM non è una semplice questione di marketing né di sistemi informatici, bensì si avvale, in maniera sempre più massiccia, di strumenti informatici o comunque automatizzati, per implementare il management. Il CRM è un concetto strettamente legato alla strategia, alla comunicazione, all’integrazione tra i processi aziendali, alle persone ed alla cultura, che pone il cliente al centro dell’attenzione sia nel caso del business-to-business sia in quello del business-to-consumer.
Le applicazioni CRM servono a tenersi in contatto con la clientela, a inserire le loro informazioni nel database e a fornire loro modalità per interagire in modo che tali interazioni possano essere registrate e analizzate.
Prima di seguire la strada del CRM ogni azienda deve essere consapevole che:
- bisogna investire prima in strategia, organizzazione e comunicazione, solo dopo nella tecnologia. La scelta del software non ha alcun effetto sulla probabilità di successo. Ciò non implica che i software siano tutti uguali, ma significa solo che nessun software porterà al successo un progetto sbagliato.
- il CRM è adatto sia a quelle aziende che cercano un Return on investment (ROI) veloce sia a quelle che curano il processo di fidelizzazione e l’aumento del Lifetime value (LTV) dei clienti che richiede del tempo.
Innanzitutto occorre tenere presente che esistono differenti strumenti e diversi livelli di integrazione per quanto riguarda i sistemi di CRM. Un ottimo sistema CRM comprende una serie di infrastrutture sia a livello di front office (nella relazione con l’esterno vera e propria), sia a livello di back office, per analizzare e misurare dati e i risultati raggiunti, però altrettanto vero è che per cercare una relazione con il proprio cliente non occorrono sempre software complicati.
Molti sono gli strumenti a disposizione delle singole imprese al fine di instaurare con il cliente un rapporto individuale, ad esempio:
- chat online;
- forum di discussione;
- una banca dati contenente le risposte alle domande più frequentemente poste dagli utenti (FAQ);
- un indirizzo e-mail a cui rivolgersi;
- servizi informativi forniti anche su altri strumenti (come SMS da inviare al proprio cellulare, o l’utilizzo della tecnologia WAP)
- Ticket on-line per la segnalazione di problemi o per la richiesta di assistenza;
- Tracciamento interno di ogni comunicazione “da” e “per” il cliente;
- Preventivi e Fatture rivolte al cliente;
- Storia dei pagamenti effettuati dal cliente;
- Analisi della navigazione, per utenti profilati, con l’ausilio di web analyzer.
Gli strumenti a disposizione sono tanti, inoltre Internet e gli strumenti che offre possono essere considerati un valido ed essenziale completamento per instaurare e migliorare il rapporto con la propria clientela; importante è individuare quali, fra tanti, l’impresa reputa migliori strumenti per la propria clientela.
Inoltre non bisogna dimenticare che necessari non sono solo gli investimenti inerenti alla tecnologia, ma soprattutto quelli in termini di risorse umane. È vero che la gestione delle informazioni viene automatizzata, ma è anche vero che la componente umana resta un elemento determinante.
fonte wikipedia
Formazione e Marketing: SEMINARIO SEMISERIO
Anvedi i nostri crazy…
![[Semi+nario+Semi+serio---.jpg]](http://1.bp.blogspot.com/_aLqpss2yF4w/Si4w3v4KbOI/AAAAAAAAAZ8/SG7i9Ukasec/s1600/Semi%2Bnario%2BSemi%2Bserio---.jpg)
Un workshop molto rilassato e niente affatto prevedibile
con quattro specialisti del marketing e della comunicazione
Beppe Melis
docente di marketing management, Università di Cagliari
(in un’apparizione unica e irripetibile)
introduce

Franco Dalfovo, specialista web (soluzioni internet)
Sasà Tomasello, art director (soluzioni grafiche)
Alex Badalic, copywriter, strategic planner (strategia e concetti)
Andrea Riccio , raddrizzatore di banane (marketing)
Soluzioni creative (anche Web 2.0) per la piccola impresa
16 ore di colloqui informali, domande e risposte ed esercitazioni pratiche
Non ci sarà didattica, saranno i partecipanti stessi a svolgere
tutte le attività pratiche e a trovare le risposte che cercano
18, 19, 20 giungo 2009
Sa Pischera ‘e Mar ‘e Pontis
Strada Provinciale 6 (direzione S. Giovanni di Sinis)
CABRAS OR
Il menù
Giovedì 18 giugno dalle 9 alle 13
Introduzione di Beppe Melis
Presentazioni, domande e risposte
Creazione dei gruppi di lavoro, che avranno il compito di elaborare soluzioni
per i task presentati dalle aziende intervenute e richiesti all’iscrizione.
(i gruppi verranno formati affiancando ad ogni responsabile di azienda alcuni studenti)
Colazione di lavoro (facoltativa)
Venerdì 18 giugno dalle 9 alle 18
Svolgimento dei task
(i consulenti assisteranno i gruppi di lavoro
suggerendo le soluzioni da adottare e come applicarle)
Colazione di lavoro (inclusa)
proseguimento delle attività
Discussione degli elaborati
Venerdì 18 giugno dalle 9 alle 13
Domande e risposte
Colazione di lavoro (facoltativa)
Quanto costa?
Persone fisiche, aziende: 350 Euro + IVA
Studenti: 120 Euro
(riceveranno un attestato di partecipazione)
R.S.V.P.
MARKETING & FORMAZIONE
0783 212037
info@marketingeformazione.it
Scarica la presentazione di Semi Nario!
PROMOTION magazine: il punto di riferimento della comunicazione below the line
Promotion Magazine è il periodico per chi si occupa di marketing relazionale (concorsi e raccolte a premi, incentivi, direct marketing, gadget, merchandising, comunicazione sul punto di vendita, eventi). È nato nel 1991 è rappresenta il punto di riferimento della comunicazione below the line.
Con 7 uscite all’anno e 4 numeri speciali monotematici, una diffusione media a numero certificata di oltre 21.000 copie, informa il pubblico professionale sulle strategie di comunicazione e promozione al consumo e al trade, attraverso il presidio di tutte le aree di marketing (direct, loyalty, field, event, ambient, digital, retail…), presentando case history, approfondimenti sui fidelity program (in particolare di gdo e benzine) con il commento di specialisti, monitorando periodicamente gli investimenti in store delle aziende del largo consumo, l’attività promozionale (analisi quali-quantitativa sui concorsi e le raccolte a premi), analizzando la filiera produttore/importatore-distributore-rivenditore-utente di articoli promozionali, dedicando approfondimenti al tessile promozionale (abbigliamento, macchinari e servizi per la personalizzazione).
Un periodico prestigioso – come pure ha evidenziato uno studio sui lettori svolto nel 2006 dall’Università di Udine che assegna a Promotion magazine il voto più alto tra le testate di comunicazione – che raggiunge all’anno oltre 70.000 manager che vogliono essere aggiornati sugli scenari del marketing e sui mercati.
Il sito aziendale | Comunicazione e design
L’obiettivo di qualsiasi pagina Web è la comunicazione, anche e soprattutto nel caso di un sito aziendale. Di fatto, si tenta di comunicare – attraverso parole, immagini e layout – gli obiettivi della società.
In questo caso il design è fondamentale. Quando sei un progettista, non sei un artista ma un comunicatore. Certo, sarebbe ancor più utile creare opere d’arte per le nostre pagine web ma dal momento che il fine è un altro e che per una Pmi budget e tempo sono limitati, è bene concentrarsi sulla ottimizzare la comunicazione.
Ogni elemento della pagina ha bisogno di uno scopo. Se si mette un’immagine sulla pagina, ci deve essere un motivo. Se il motivo è qualcosa come “perché mi piace” allora è meglio toglierla. Gli elementi di design fanno parte della progettazione per la comunicazione di un messaggio. Tutto ciò che non contribuisce a tale messaggio deve essere escluso.
Semplificare la navigazione per l’utente. Questo si ottiene in molteplici modi, prima di tutto scegliendo un font leggibile e componendo testi semplici con frasi non troppo lunghe (non più di 7-10 parole su una riga). In caso contrario, è probabile che il visitatore si stanchi e se ne vada.
Evidenziare ciò che è importante nella pagina. Utilizzare i tag h1, h2 ecc. per i titoli delle sezioni nelle pagine e puntare alle immagini per evidenziare le caratteristiche importanti.
Utilizzare le migliori immagini possibili. In pratica, evitare l’uso di immagini scadenti.
Aiuti visivi. Tabelle, grafici e immagini sono più immediati rispetto ad un blocco di testo. Senza dimenticare che, in genere, il lettore va di fretta.
Un layout semplice aiuta la lettura. E oltretutto, spiazza meno l’utente che sceglie di visitare il nostro sito web.
Infine, non dimenticare che a volte è necessario assumere un professionista. Se si sta creando qualcosa di duraturo nel tempo, un esperto potrebbe contribuire a fare in modo che si ottenga il miglior risultato possibile ottimizzando gli sforzi e massimizzando gli investimenti.
fonte pmi.it BLOG
Evento: Strategic Marketing 2009
La recessione globale potrebbe consolidare il canale online come elemento centrale di una strategia di marketing per il 2009/2010. Internet ha creato per i consumatori modalità ancora più convenienti in termini di tempo e costi per la ricerca, l’acquisto e addirittura il consumo di prodotti e servizi.
Consumatori e Buyer stanno ridefinendo il loro comportamento d’acquisto obbligando i marketer a rispondere alle loro nuove esigenze.
Per avere successo nel panorama attuale, i marketer devono rispondere a domande chiave:
Qual è il comportamento del nuovo consumatore?
In che modo budget rigidi e un facile accesso online ridefiniscono l’intero processo decisionale dei marketer?
Quali le nuove strategie di marketing per il 2009 che garantiranno il maggiore ritorno sugli investimenti di marketing?
In che modo la risposta a breve termine dei marketer determinerà la fase di vantaggio competitivo al risanamento dell’economia?
Per rispondere a queste ed altre domande, Business International organizza a Milano, il 31 marzo 2009, un evento, in cui i CMO avranno la possibilità di ascoltare alcune tra le più recenti Best Practices di aziende che hanno deciso di cavalcare l’economia in ribasso e confrontarsi sui necessari ripensamenti dei modelli di business.
Ecological marketing per Green consumers
In base alla definizione coniata dall’American Marketing Association, il Marketing Verde è il marketing dei prodotti con minore impatto sull’ambiente. Il marketing verde (o Green Marketing) può essere realizzato dalle aziende nel processo produttivo, nei prodotti, nelle scelte di packaging oppure tramite sostenendo iniziative a tutela dell’ambiente. Nel marketing verde prevale la comunicazione. Le aziende che ricorrono al marketing verde possono far leva sulla clientela sensibile ai problemi ambientali, definita Green Consumer, la quale terrà in conto per le proprie scelte non più soltanto il prezzo o la qualità del bene/servizio ma anche il valore etico del produttore. E’ quindi molto importante che il Green Marketing sia accompagnato da un’adeguata informazione e comunicazione a riguardo. Possiamo distinguere due forme di Marketing Verde:
Il Marketing Verde come mercato
Col passare del tempo il Marketing Verde si è trasformato anche in un segmento di mercato vero e proprio. Ad esempio, i “green market” inglesi oppure la vendita e la commercializzazione di prodotti ad energia solare, la bioagricoltura, la bioarchitettura ecc. Questi settori di mercato sono da considerarsi vere e propri segmenti che non risentono la concorrenza del mercato di appartenenza in quanto rispondono esclusivamente alla domanda etica dei green consumers.
Il Marketing Verde come comunicazione
Il Marketing Verde come leva di comunicazione è solitamente utilizzata dalle imprese operanti nei mercati tradizionali, al fine di migliorare la percezione del proprio brand da parte dei consumatori. Deve essere pertanto distinto dal marketing verde come mercato.
Storia del Marketing Verde
In Italia è conosciuto come Marketing Verde (o Eco Marketing). Nei Paesi anglosassoni è invece conosciuto come Green Marketing, Environmental Marketing o Ecological Marketing. Il termine Green Marketing è stato coniato nel 1980 dall’American Marketing Association (AMA), anche se il concetto era pre-esistente nel workshop “Ecological Marketing” del 1975 della stessa associazione. Il concetto ha avuto fin dall’inizio una caratteristica olistica e si è andato man mano affermando con la crescente dell’attenzione dei media al problema dell’effetto serra. Negli Stati Uniti i Green Consumers sono una realtà consolidata del mercato. Alcune grandi associazioni ambientaliste come Greenpeace stilano periodicamente una lista di Green Brand, molto seguita e letta, in cui realizzano una classifica dei produttori in rapporto al loro impatto sull’ambiente.
fonte ecoage.com
WebRanking Top 80 Italy – classifica di comunicazione finanziaria su web
Come ogni anno la la società svedese Hallvarsson & Halvarsson in collaborazione con CorrierEconomia stila una classifica, un “hit padade” della comunicazione finanziaria su web.Questa classifica si basa su indicazioni di analisti, investitori, giornalisti esperti di economia.
“L’analisi del CorrierEconomia però non è entusiastica, dice Pierluigi Emmulo di webmaster point. Se è vero che importanti sforzi sono stati sostenuti in generale dalle imprese per migliorare la comunicazione sul web, in confronto alla tendenza europea l’Italia mostra un certo ritardo. Maggiore attenzione infatti è data dalle società europee prime in classifica nel webranking europeo ad aspetti come la presenza dell’organigramma aziendale sul web, la comunicazione del bilancio sociale, la chiarezza in merito ai nomi dei manager e delle figure dirigenziali e la qualità delle informazioni utili agli azionisti.
Anche l’assenza di indicazioni sulla strategia dell’azienda rappresenta un serio tallone d’Achille dei siti italiani, aggravata dal fatto che 14 delle compagnie prese in considerazione non offrono nessun canale diretto di dialogo con gli investor relator.
Insomma, sembra che i siti web delle grandi imprese italiane pecchino di un difetto tipico delle realtà nostrane: la mancanza di trasparenza e la poca disponibilità a rendere visibile il cuore dell’azienda e l’establishment che ne orienta lo sviluppo e le dinamiche operative.”
Mah! Avranno bisogno di professionisti? Che ne dite?
"fi.GA", "Coca" e rock’n roll
Ma “Come ordinarla?”: “Cameriere scusi, mi può portare una fi.GA?” oppure “Lei cosa prende?”-”Una fi.GA fresca grazie!”…certo, un po’ insolito come insolito può essere stato ordinare una Coca quando ancora non si associava del tutto l’idea di “bevanda” ora invece quando dici “COCA” pensi esclusivamente alla bevanda…ma…vuoi vedere che dietro si nasconde la volontà di togliere dalla mente e dall’immaginario quell’unica e sola figura che manda avanti il mondo? Vuoi vedere che è una subdola manovra maschilista per liberarsi dal chiodo fisso?…


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