La Comunicazione in tempo di crisi
Le aziende con più futuro sono quelle che spingono sulle leve di marketing per rafforzare presenza ed identitànel mercato di riferimento.
Molto interessante è il commento che a riguardo esprime El Economista: “…siamo in una società dove ci sono troppe aziende, tutte uguali, e troppi prodotti, tutti simili. Se il cliente che mentre prima comprava 3 prodotti uguali di marche diverse, adesso per N motivi può comprarne 1 solo, deve fare una scelta: la forza della marca e dell’immagine aziendale diventa quindi criterio di scelta del consumatore. E la differenziazione si attua con la comunicazione…”.
da: www.conversazionimarketing.com
…ed è proprio per questo che ad oggi chiunque sia sul mercato con un’attività deve perforza puntare sulla propria immagine, puntare sul brand per fare la differenza. Si parla di STRATEGIE e non di pubblicità fine a se stessa; strategie per emergere, per fidelizzare i clienti, per generare buon passaparola, per incuriosire e per informare. Nessuna categoria esente dal comunicare … dall’imprenditore al commerciante, dall’artigiano al libero professionista, ogniuno a suo modo, al proprio target e con le sue modalità ma in campo e in prima fila.
Ecco che la consulenza professionale di marketing è d’aiuto e necessaria per arrivare all’obiettivo, anche per le piccole realtà, con risultati ed un ritorno misurabili.
R.V.
Come costruire relazioni con i clienti attuali e potenziali
http://www.knowita.it/ita/news/Customer-mgt/20110727135024.html
Marketing e Commerciale Concept
Ogni azienda deve essere in grado di apprendere dai propri clienti e creare legami “emozionali” con loro, in modo tale da limitare la concorrenza e rafforzare la fedeltà al brand.
In questo compito, la funzione Marketing e Commerciale è sollecitata e facilitata dalla diffusione e dall’utilizzo massivo di nuove tecnologie e strumenti, che permettono di raggiungere in maniera tempestiva e continua il cliente.Lo sviluppo dell’e-commerce e del canale mobile, infatti, sta rinnovando rapidamente le strategie di marketing, ampliando e diversificando i canali di vendita e consentendo una diffusione del prodotto/servizio su mercati nuovi e internazionali, cambiando le dinamiche relazionali vincenti tra brand e mobilità.
Il “network sociale” influenza in modo significativo le decisioni d’acquisto: una segnalazione – positiva o negativa – sul prodotto/servizio offerto provoca ricadute d’immagine e di vendita su numerosi potenziali consumatori.
Allineare la propria immagine aziendale a quella percepita all’esterno, riuscire a gestire le relazioni con i propri clienti in modo efficace e valorizzare il brand sono fattori indispensabili per riuscire a ottenere consumatori fedeli e soddisfatti.
LIBRERIA STRATEGICA – libreria online per webmaster e webdesign
Libreria Strategica è una libreria online dedicata alle strategie di Management, alla comunicazione, al successo personale e al mondo di Internet (per webmasters, webdesigners, webwriters).
Si propone l’obiettivo di fornire la più vasta scelta specializzata sui libri e manuali che trattano questi temi.
Il magazzino e gli uffici di Libreria Strategica si trova a Bellaria (Rimini).
Libreria Strategica Srl, Via San Mauro 55 – 47814 Bellaria (Rimini) – P.Iva 03761100407
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viaChi Siamo.
Marketing strategico: le professioni sempre più simili alle attività d’impresa
L’adeguamento normativo al principio comunitario di libera concorrenza e circolazione delle persone e dei servizi ha cambiato le esigenze di organizzazione delle attività professionali, rendendo necessaria una pianificazione strategica delle attività di marketing similmente a quanto accade per le imprese. Dalle teorie generali del marketing sino alla gestione dei processi produttivi ed allo sviluppo e gestione del parco clienti, le nuove esigenze della libera professione richiedono formazione specifica e servizi consulenziali qualificati.
Marketing e comunicazione per le libere professioni
Primo Rapporto di Indagine del 9 luglio 2008 dell’IRDCEC (Istituto di Ricerca dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili):
“Il tema della pubblicità del singolo dottore commercialista o dello studio professionale è stato affrontato attraverso otto domande con l’obiettivo di valutare l’attenzione verso il tema della pubblicità dopo gli interventi di liberalizzazione e le modalità con cui i professionisti approcciano il tema. Benché un’ampia parte del campione, il 49,5%, esprima un giudizio positivo sulla liberalizzazione e quindi sulla possibilità per il professionista abilitato di fare pubblicità, e il 65% ritenga che la pubblicità sia un tema rilevante o molto rilevante per la propria attività professionale, la stragrande maggioranza del campione, il 92,6%, dichiara di non avere assunto iniziative in materia di pubblicità, il 93,8% dichiara di non essersi mai occupato di marketing strategico e operativo dello studio professionale, l’81,3% dichiara di non aver mai partecipato a un convegno/workshop/seminario sul tema del marketing strategico e operativo. È chiaro invece, stando a quanto emerge dal campione dell’indagine, che il dottore commercialista considera quale strumento privilegiato, se non unico, per promuoversi, le relazioni pubbliche (il 67,8% del campione, infatti, dichiara che la forma migliore per promuovere l’attività professionale sia proprio le relazioni pubbliche, il 14,4% la pubblicità, il 12% il marketing) e, interpellato sul tipo di relazioni pubbliche che preferisce instaurare, fa emergere una pluralità di comportamenti: il 26% indica l’appartenenza a club e associazioni, il 18,5% si dedica all’impegno in campo culturale e/o sociale, il 16% è impegnato in docenze, il 13,7% partecipa oppure organizza eventi culturali e/o scientifici, il 9,7% utilizza internet, il 9% si dedica a collaborazioni editoriali, il 4% ha dichiarato di essere impegnato in politica.”
Con il decreto 223 luglio 2004 milioni di professionisti italiani sono alle prese con la liberalizzazione trovandosi a gestire la propria immagine attraverso tecniche di marketing considerate fino ad ora pratiche sconvenienti e stratagemmi di professionisti a caccia di clientela, tecniche spesso e volentieri confuse con la pubblicità comune e tradizionale.
Ma da qui in avanti il mercato sarà caratterizzato da professionisti portati al cambiamento e capaci di cogliere le opportunità mentre saranno esclusi quelli meno portati all’innovazione, alla creatività e alle relazioni di rete.
Cosa possono quindi fare milioni di professionisti?
Di fondamentale importanza in questo quadro, l’interesse del professionista per il marketing strategico e per la comunicazione nei confronti della propria immagine e professione attraverso letture, seminari, corsi di presentazione e scrittura efficace per lo sviluppo della capacità di proporsi alle proprie reti.
L’aiuto di consulenze professionali che possano essere di supporto allo sviluppo dell’attività attraverso siti web informativi e divulgativi, strategie comunicative e promozionali.
Capire l’importanza di investire il proprio tempo nel marketing di se stessi perchè si è parte del mercato; questo vuol dire pazienza, disciplina, perseveranza e coraggio di sbagliare.
Saper essere persona, servizio, beneficio per il cliente, marchio e media comunicativo; questo è il professionista del futuro!
Le 7 abitudini del web marketer di successo
contenuto bonus della seconda edizione del libro “Come si fa a promuovere con google” di MARCO FONTEBASSO
Abitudine n°1: obiettivi chiari
Avere le idee chiare è importante, ancora di più lo è essere specifici su quali sono le metriche di successo rilevanti per la propria attività. Sbagliare è molto più facile di quello che si pensa: scegliere parole chiave troppo generiche e portare molto traffico al proprio sito senza che si traduca in contatti, anagrafiche o vendite, calcolare male la propria marginalità, ed investire in AdWords più di quanto il nostro budget di marketing ci concede. Sono molte le insidie, il “web marketer di successo” ha le idee chiare sui propri obiettivi, e ha identificato una serie di metriche chiave (numeri semplici da tenere sotto controllo) su cui misurare i propri progressi.
Ecco alcuni esempi di metriche da considerare non solo all’inizio ma soprattutto per la loro evoluzione nel tempo:
* numero tot. Di parole chiave che portano traffico al sito
* numero di parole chiave con posizionamento top10
* numero tot. Di link al sito
* numero tot. Di “link-domain” al sito
* visitatori “naturali” e visitatori “pagati” (ad ex. Da AdWords)
* bounce rate per tipo di utente
* tasso di conversione per referral/canale.
Abitudine n°2: aspettative realistiche
Quasi importante quanto il punto n°1 è avere aspettative realistiche: uno degli errori più comuni di chi approccia il SEO, è aspettarsi cambiamenti giornalieri. I posizionamenti oscillano abbastanza spesso (specie per parole chiave non troppo competitive) ma questo segnale viene mal interpretato. È utile invece ricordarsi sempre che questo tipo di attività richiede tempo per dare risultati, e che i progressi vanno misurati nell’arco di qualche mese, e non rimanere intrappolati nel ciclo una modifica al giorno, un controllo al giorno.
Abitudine n°3: contano solo i risultati
Bisogna diventare come dei buoni venditori, e ricordarsi che alla fine più delle nostre opinioni, delle nostre idee o preconcetti, contano i risultati sul campo: in questo caso i posizionamenti raggiunti, le vendite effettuate. Qualsiasi idea, spunto o strategia (incluse quelle contenute in questo libro) dovrebbero essere messe alla prova, testate e verificate.
Abitudine n°4: passione per la tecnologia
Per fare web marketing con buoni risultati non è necessario essere dei programmatori o dei web designer, ma aiuta enormemente avere un rapporto positivo con la tecnologia, così da poter comprendere le dinamiche in atto, le difficoltà in cui ci si imbatterà nella creazione e nell’ottimizzazione del proprio sito, così come nel posizionamento sui motori di ricerca, per esempio:
* comprensione dell’HTML o XHTML (tag semantici, struttura della pagina)
* dinamiche di erogazione dei siti e delle applicazioni web (client – server).
Abitudine n°5: coprire sempre le basi
Fare web marketing, come molte attività nel business, è essenzialmente una questione di metodo. Ovviamente idee geniali o innovative possono velocizzare, ma non bisogna mai dimenticare che la prima regola è di avere tutte le basi coperte. La maggior parte delle volte, invece, quando si analizza un progetto di SEO o di campagna AdWords, di un cliente (magari insoddisfatto dei propri risultati attuali) si nota immediatamente che è stato fatto tutto bene al momento di partire, ma poi ci si è persi per strada:
* inseguendo l’ultima trovata per il posizionamento delle pagine
* preoccupandosi solo dei link e non della conversione
Abitudine n°6: 20 min. al giorno
Una volta lanciato il proprio sito, pubblicata la propria campagna, è più utile dedicare poco tempo ogni giorno a misurare le proprie metriche e pianificare con calma e metodo interventi e ottimizzazioni. Questo tipo di approccio del poco tutti i giorni è più efficace e sostenibile di dedicare intere giornate una volta ogni 2 mesi, si raccolgono segnali di problemi troppo tardi, e non si ha modo di fare quei piccoli aggiornamenti necessari (soprattutto in ottica di conversione).
Abitudine n°7: ossessione per il link building
Per il posizionamento del proprio sito nei risultati organici di Google la leva di gran lunga più efficace nel tempo è quella del building. Per lanciare un sito e posizionarlo efficacemente è essenziale dedicare sempre tempo e risorse a generare sempre nuovi link.
ulteriori spunti … libro e autore su: guida-google.com

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