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Il bello del messaggio: anche la comunicazione ha un’ estetica


Che la comunicazione attraverso i più svariati mezzi espressivi – i media antichi e recenti: parole e suoni, immagini visive e acustiche – possa presentare un versante estetico, è indubbio anche se è il medium a essere il message (secondo l’ antica formula di McLuhan).

In altre parole la comunicazione di per sé non è né bella né brutta; quello che conta è la sua «incarnazione» e l’ uso che ne viene fatto. Eppure quando si rifletta al peso che può assumere ogni atto comunicativo, quando si valga di immagini, letterarie, pittoriche, architettoniche, eccetera, ci si renderà facilmente conto di come, senza una capacità comunicativa, questo universo estetico non sarebbe accessibile.Non a caso tutta una serie di studiosi hanno indagato i problemi offerti dall’ aspetto estetico della comunicazione e dei suoi molteplici media (antichi o recenti che siano): da Benjamin a Merleau-Ponty, da Baudrillard a Formaggio, da Dufrenne a Dewey, a Cassetti…

Un recente lavoro che comprende un’ ampia disamina del problema da parte dei due curatori (Roberto Diodato e Antonio Somaini), cui segue una folta raccolta di testi specialistici dei più noti studiosi come i già citati, mira ora a fare il punto sull’ effettiva consistenza d’ una equiparazione tra comunicazione ed estetica. ( Estetica dei media e della comunicazione , a cura di Roberto Diodato e Antonio Somaini). Sarebbe pretestuoso riassumere sia quanto gli autori precisano circa l’ opera dei diversi studiosi citati, sia i brani antologizzati di questi ultimi, molti dei quali sono ormai di dominio pubblico; rimane, tuttavia, estremamente ambiguo quanto e in che senso si debba intendere lo stesso concetto di «comunicazione».

Non si dimentichi infatti che già la teoria dell’ informazione, con le sue leggi formulate da Wiener e Shannon e tutte le relative interpretazioni dal fenomeno comunicativo, dal «rumore» all’ «entropia», non dovrebbero essere trascurate per una analisi «scientifica», oltre che estetica, della comunicazione. Il che complicherebbe il problema soprattutto per quanto concerne il versante estetico della stessa. Ecco allora, perché ancora oggi, se vogliamo «fidarci» di alcune delle opinioni e versioni presentate dai diversi autori qui antologizzati sarà preferibile rifarsi sempre a quelli ormai diventati i punti saldi di ogni trattazione che riguardi il nostro modo di comunicare, soprattutto per quanto si riferisce al settore estetico; e forse tra i primi proprio quelli di matrice fenomenologica (come Paul Ricoeur o Mikel Dufrenne), oppure gestaltista, come Rudolf Arnheim.

Se, poi, da quella che è la ricerca di una estetica della comunicazione vera e propria, passiamo a considerare (come fa Antonio Somaini) il grande universo dei media , soprattutto dei new media , dunque di quell’ universo che il computer e tutti i suoi derivati ci hanno spalancato, ci accorgeremo tosto che entra in gioco un fattore mai prima considerato, anzi mai prima esistente: quello della reciprocità comunicativa tra fruitore e mezzo espressivo, con una possibilità di intervento da parte del primo che permette di alterare e sublimare quello che il normale mezzo gli offriva.

Ovviamente prima dell’ era elettronica era impossibile ipotizzare una situazione che permettesse l’ attiva partecipazione dell’ utente e quindi una estetizzazione eventuale del messaggio ; ma il fatto che ormai questo sia possibile permette di offrire allo stesso fenomeno comunicativo quella esteticità creativa che un tempo non si poteva ipotizzare.

RIPRODUZIONE RISERVATA Il libro: «Estetica dei media e della comunicazione», a cura di Roberto Diodato e Antonio Somaini, Il Mulino, pp. 351, 28

Dorfles Gillo

Pagina 33
(30 ottobre 2011) – Corriere della Sera

via Il bello del messaggio: anche la comunicazione ha un’ estetica.

LIBRERIA STRATEGICA – libreria online per webmaster e webdesign


Libreria Strategica è una libreria online dedicata alle strategie di Management, alla comunicazione, al successo personale e al mondo di Internet (per webmasters, webdesigners, webwriters).

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In questo volume, di grande leggibilità e al contempo condotto con estrema serietà nei contenuti e ricchezza di esempi, Robert I.Sutton affronta il problema del mobbing da un punto di vista originale: le conseguenze economiche che esso provoca alle aziende. Gli “stronzi”- un termine che non consente eufemismi, come sostiene l’autore – provocano danni enormi non solo alle loro vittime ma anche alla performance aziendale nel suo complesso, a tutti quelli che ne subiscono di riflesso gli effetti e, non ultimo a se stessi. Le conseguenze, in termini economici, emergono dagli studi effettuati negli Usa e in Europa sui costi derivati dell’aumento del Turnover (il 25% delle vittime del bullismo e il 20% di chi semplicemente vi assiste lasciano il posto di lavoro), dall’assenteismo, dal calo della dedizione al lavoro.

Sutton non si limita però alla sola analisi della situazione ma fornisce, in termini chiari e inequivocabili, suggerimenti pratici sia ai dipendenti che ai manager per creare un luogo di lavoro vivibile e veramente produttivo. Ricco di umorismo e di un sano buon senso, ma imbattibile dal punto di vista tecnico/pratico/scientifico pur non essendo un freddo manuale di management, Il metodo antistronzi è l’unico testo che può salvarti davvero la vita. Permettendoti anche di non trasformarti in uno di loro. Basta fermarsi in tempo.

Creatività per l’innovazione

fonte managerzen.it

E’ uscito in libreria il libro di Gianni Clocchiati, “CREATIVITA’ PER L’INNOVAZIONE”. L’argomento non è nuovo, ma il contenuto del libro sì: anzi.. nuovo e utile!
Gianni si era accorto che sul tema della creatività era stato scritto tanto, ma mancava una guida, un manuale che potesse aiutare a fare ordine in questa materia così ampia e per certi aspetti controversa. E così, mettendo a frutto i suoi anni di studio, approfondimento ed esperienza personale ha provveduto a colmare questa lacuna e l’ha scritta. Una mappatura delle tecniche e dei metodi di creatività che ci può aiutare a scegliere gli strumenti creativi più idonei in base al tipo di problema o al tipo di contesto e non solo:

“[...] il libro spiega il panorama internazionale, dagli anni ’50 ad oggi, delle diverse scuole di pensiero creativo e descrive le caratteristiche di una professione emergente: quella del facilitatore di gruppi creativi. Il libro infine raccoglie ben 120 tecniche di creatività e di team building per la gestione dei gruppi creativi, ne descrive il funzionamento, gli scopi e il campo di applicazione.” Come già comprato!

http://www.managerzen.it/?option=com_booklibrary&task=view&id=274&Itemid=30

Luisa Carrada. Il mestiere di scrivere … il sito si è fatto libro!



Il Mestiere di Scrivere.
Seguo questo sito da quando è apparso in rete, e sono quasi dieci anni, ma è li tra i preferiti, un sito piacevole, da consultare e ri-consultare perchè costantemente aggiornato non solo nei contenuti, ma ha saputo crescere ed evolversi con i nuovi mezzi e modi di comunicare.

Ora, l’autrice Luisa Carrada (è a lei che poi vanno i complimenti!) ne ha fatto anche un libro, che personalmente non ho ancora letto ma che sicuramente sarà chiaro e scorrevole come le letture che si possono trovare sul sito e i pochi giudizi a riguardo che ho letto non smentiscono il mio pensiero.

Sicuramente farà presto parte della mia libreria.

Immagine di Il mestiere di scrivere

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Mediamorfosi | la metamorfosi dei mezzi di comunicazione di massa nell’era digitale

Il file di Log ha registrato un nuovo accesso. Un’altra persona ha
letto quello che avete scritto. Chi era, come è giunto fino a lì,
perché? Cosa ha guardato?
Un file di Log è il freddo risultato di un programma che registra
tutto quello che avviene in un sito Web. Mentre uno sconosciuto,
dal suo computer, da qualche punto del pianeta, fruga nel vostro
sito, lascia sull’host (il computer ospite) una scia come quella di una
lumaca.
Nella sua versione originale, per come viene partorito dalla macchina,
il risultato di queste visite è un insieme di cifre oscure e noiose.
Ma una volta rielaborato rivela dati dettagliati sull’audience:
numero di visitatori, luogo di provenienza, articoli letti, tempo di
permanenza, percorsi effettuati e una messe di altre informazioni.
Un mare nel quale a volte è facile perdersi, anche se naufragare a
volte suscita sentimenti di dolcezza.
La gente va e viene, come un’onda. Cerca informazioni: immagini,
testi, programmi. Cerca cose che servono, oggetti immateriali
con i quali lavorare, studiare, pensare. La gente vaga, anche per il
semplice piacere di guardare continuamente dietro l’angolo. Il clic
del mouse li porta verso un altro documento, un indirizzo, una URL:
una pagina con dentro qualcosa. Ogni link è un’associazione mentale,
ci si sposta, ci si incaglia; uno sguardo, un’idea, e via di nuovo
lungo i percorsi tracciati all’istante dal proprio immaginario o dai
propri bisogni.[...]

L’abbondanza d’informazioni, però, è una risorsa che nasconde
delle insidie. L’insidia maggiore insita nel monitoraggio dettagliato
dell’audience è il rischio di subalternità alle regole del mercato
pubblicitario. Internet rischia, come già è successo alla televisione,
di essere schiava del gradimento del pubblico, delle fredde cifre dei
file di Log e degli strumenti di misurazione che si stanno facendo
strada: più affidabili, certificati, inappellabili. Il Web, che per anni
è stato caratterizzato dall’iniziativa dal basso, dal lavoro disinteressato
di individui e comunità di vario genere, sembra aver imboccato
la strada che ha portato la TV a rinunciare al suo potenziale
emancipatorio e didattico. Ma la Rete ha anche al suo interno
una vitalità e una capacità di coinvolgimento sconosciuti agli
altri media. Internet è innanzi tutto una grande comunità e non
solo un’immensa platea. Questa prerogativa è la sua più grande
qualità, il suo sistema immunitario contro quelle malattie che
hanno portato altri mezzi di comunicazione ad appiattirsi sulla
mera ricerca di un pubblico fatto di spettatori muti che, come
delle falene, vorticano sbattendo contro il bulbo trasparente della
lampadina che racchiude la luce e al tempo stesso la nega, offrendo
un contatto ravvicinato con l’energia che continua a rimanere
al di là del vetro.[...]

…da leggere!

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Luigi Di Salvo

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Ovviamente questa è solo la prima di una lunga serie di conferenze e COACHING CHAT gratuite già programmate, vi informerò delle future se vi iscrivete alla newsletter del mio blog

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sarete aggiornatissimi

- CAPITOLO di SELFMARKETING GRATIS.
Finalmente dal sito www.selfmarketing.it è possibile scaricare un capitolo del libro gratuitamente, Buona Lettura!

Letture | 300 risposte sul marketing

Informazioni editoriali

Philip Kotler, uno dei “guru” del marketing, conosciuto a livello internazionale, ha preparato questo testo particolare nel quale, suddivise per settore, presenta 300 risposte alle domande ricevute che gli sono apparse più interessanti e stimolanti. Si comincia con una serie di domande su mercati e marketing, per poi passare a commentare i concetti principali in fatto di strategie di marketing (segmentazione, targeting, posizionamento e differenziazione). Seguono i quesiti sui principali strumenti di marketing noti come le Quattro P (Prodotto, Prezzo, Punto di vendita e Promozione) e su argomenti quali la pianificazione, l’organizzazione e il controllo del marketing. Le domande successive riguardano diverse aree di applicazione del marketing: beni di consumo confezionati, marketing di massa, al dettaglio, diretto, in Internet, internazionale, marketing e recessione, infine marketing e responsabilità sociale. Si conclude in bellezza commentando gli eccellenti risultati di marketing realizzati dalle migliori aziende.

L’autorePhilip Kotler

Philip Kotler è uno dei massimi esperti di marketing a livello internazionale. Ha insegnato presso le più prestigiose scuole di marketing e Business Administration degli Stati Uniti. È autore del libro di riferimento sul marketing a livello mondiale Marketing Management e di altre opere vendute in milioni di copie e tradotte in decine di lingue.

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