Archive for the ‘Comunicazione’ Category

Social Media | solo una moda o una nuova era?

martedì, febbraio 23rd, 2010

I Social Media sono solo una moda?
Oppure sono l’evento più importante dopo la rivoluzione industriale?

Benvenuto in una nuova era della comunicazione!



La comunicazione come investimento

venerdì, gennaio 22nd, 2010

Dr. Marco Ginanneschi

  • dalle spese in pubblicità all’investimento in comunicazione;
  • la pubblicità nella normativa UE sugli aiuti di Stato;
  • spese di comunicazione e fisco: ammortizzabili o non ammortizzabili?
  • la comunicazione nell’ambito della consulenza strategica;
  • il ritorno economico di un progetto di comunicazione

leggi tutto …

http://www.slideshare.net/comunicazionevirtuosa/la-comunicazione-come-investimento

Lo spamm cambia forma ma non sostanza!

lunedì, gennaio 18th, 2010

ATTENZIONE!!!

“Salve

Sono Rappresentante della societa di gioielli Chao & Eero Jewel,
stiamo cercando lavoratori per lavoro su mezza giornata, per il ruolo di consulente a distanza.

Non c’e bisogno di conoscenze particolari, e un semplice lavoro.
le prime tre settimane e il periodo di prova, il lavoro occupera 1-2 ore alla settimana.

Basandosi sui risultati, paghiamo ogni giorno incentivi in contanti.

La formazione e durante il lavoro, e sempre disponibile il Suo personale Consulente.

Prego contattarmi alla mia e-mail personale:

Venanzio@westitnet.net

In attesa di un Suo riscontro,
Venanzio”

Ecco il testo della mail che sta intasando ultimamente le caselle di posta. Cambia la società, cambia il mittente e cambia l’indirizzo e-mail del contatto ma la sostanza è sempre la stessa, fatevi un giro:

http://www.google.it/search?q=westitnet.net&ie=utf-8&oe=utf-8&aq=t&rls=org.mozilla:it:official&client=firefox-a

La progettazione nel publishing

venerdì, gennaio 15th, 2010

La progettazione grafica non è arte fine a se stessa ma richiede la creazione di un significato. La capacità sta nell’uso di forme, struttura e creatività per trasmettere un messaggio specifico al pubblico.
Questo si ottiene creando progetti e organizzando il contenuto in modo visivamente interessante e soprattutto convincente per il pubblico target

L’organizzazione del contenuto
Il LAYOUT rappresenta il componente centrale del processo di progettazione. E’ possibile attirare l’attenzione del lettore sul contenuto più importante, utilizzando dimensioni, peso, collocazione e spaziatura. Questo aspetto si chiama gerarchia di progettazione.

I progetti che funzionano si basano sui quattro principi fondamentali della progettazione grafica:

1. vicinanza;
2. allineamento;
3. ripetizione;
4. contrasto.

VICINANZA
Quante volte testo e grafica sono correlati in situazioni di anarchia progettuale?
Gli elementi correlati devono essere raggruppati al fine di formare un’ unità coesa. In questo modo contenuti e messaggio diventano immediati, diretti, letti e ricordati con più facilità.

ALLINEAMENTO
L’allineamento conferisce al layout un aspetto pulito e sofisticato, ciò consente di attirare l’attenzione verso i messaggi chiave e di connettere visivamente tra loro tutti i vari elementi.

RIPETIZIONE
Elementi visivi ripetuti, come forme, colori, texture, linee e punti, consentono di evidenziare sottolineare i punti importanti del nostro messaggio mantenendo il contenuto organizzato e visivamente interessante e il prodotto più facile da leggere.
Attenzione a non esagerare! Non rischiare di sovraccaricare la pagina di elementi che possono distogliere l’attenzione dal messaggio chiave.

CONTRASTO
Questo principio è essenziale per l’organizzazione gerarchica degli elementi nel disegno. Attraverso il contrasto di colore, dimensioni del carattere, texture, ecc., si viene a creare una forte presenza visiva che evidenzia i messaggi chiave.

L’uso dei caratteri (FONT)

La capacità di utilizzo e coerenza non è da tutti!
Scegliere il tipo e le dimensioni giuste è fondamentale per comunicare il messaggio desiderato. I tipi di carattere presentano ogniuno delle peculiarità diverse e quello che si sceglie deve riflettere il messaggio e il tono del pezzo. Il carattere dev’essere leggibile e adeguato al pubblico.

Se il testo è troppo piccolo o difficile da leggere, i lettori potrebbero non sforzarsi; se si utilizza troppo grassetto, sottolineato o maiuscolo si creano elementi in competizione in eccesso e il messaggio chiave potrebbe perdersi … ma, cosa più importante (e ancora troppo diffusa) l’impiego di più di tre tipi di carattere diversi in ciascun pezzo rovina un buon progetto e l’efficacia del messaggio.

Roberta Voiglio
www.espritnouveau.com

Lezioni di pubblicità da “Confessioni di un pubblicitario” di David Ogilvy

giovedì, gennaio 14th, 2010

(Certe cose non si leggono mai abbastanza!)

La mia carriera americana ha avuto inizio lavorando nelle ricerche, per il grande dottor Gallup a Princeton. Sono diventato copywriter. A quel che mi consta, credo di essere il solo “creativo” importante che abbia cominciato facendo ricerca. Perciò, quando sono impegnato in un lavoro creativo, lo faccio con l’oggettività del ricercatore. Ecco un elenco delle lezioni più importanti che credo di avere imparato:


1. la creazione degli annunci pubblicitari di successo è un mestiere artigianale, che in parte è frutto del talento individuale, ma soprattutto del know-how e del duro lavoro. Se il pubblicitario è dotato di un minimo di talento e conosce le tecniche capaci di aumentare le vendite di un prodotto, farà molta strada.

2. La tentazione di divertire il consumatore invece di invogliarlo ad acquistare può avere effetti perniciosi.

3. La differenza che intercorre tra un annuncio e un altro in termini di vendite, può essere di 19 a 1.

4. E’ sempre produttivo studiare a fondo un prodotto prima di deciderne la campagna pubblicitaria.

5. La chiave del successo è quella di evidenziare agli occhi del consumatore il benefit insito in un certo prodotto; ad esempio un sapore più gustoso, un bianco più bianco, più chilometri con un litro di benzina, una carnagione più fresca.

6. Lo scopo di quasi tutti gli annunci non è quello di persuadere il consumatore a provare un certo prodotto, bensì quello di invitarlo a usare quello stesso prodotto più spesso di altri che acquista abitualmente (per questo assioma devo ringraziare l’amico Andrew Ehrenberg).

7. La pubblicità che si dimostra vincente in un paese quasi sempre funziona anche negli altri.

8. I direttori di riviste conoscono l’arte della comunicazione meglio dei nostri colleghi della pubblicità. Perciò vale la pena copiarne le tecniche.

9. La stragrande maggioranza delle campagne pubblicitarie è troppo macchinosa. Esse sono spesso il risultato di un elenco sterminato di obiettivi e denunciano chiaramente il tentativo di riconciliare le vedute divergenti di troppi dirigenti. Il risultato è che, nel tentativo di centrare troppi bersagli, finiscono spesso per mancarli tutti. Questo genere di campagna assomiglia maledettamente agli appunti presi nel corso delle riunioni di comitati.

10. E’ meglio che non sia un gruppo di soli uomini a pensare la pubblicità per prodotti destinati alle donne.

11. Le buone campagne possono durare molti anni, senza perdere l’efficacia. La campagna da me studiata per le camicie Hathaway è stata utilizzata per 29 anni, mentre dura da 31 anni quella per Dove, che oggi ha un fatturato maggiore di qualsiasi sapone negli Stati Uniti.


Google ricorda Il Codice a Barre

mercoledì, ottobre 7th, 2009

Google ci ricorda che oggi è il giorno dell’invenzione del Codice a Barre.

da wikipedia: L’idea dei codici a barre fu sviluppata da Norman Joseph Woodland e Bernard Silver, all’epoca studenti di ingegneria dell’Università di Drexel. Il 7 ottobre 1948 l’idea nacque dopo aver ascoltato le esigenze di automatizzare le operazioni di cassa da parte del presidente di un’azienda del settore alimentare.

Una delle prime idee era stata quella di utilizzare il Codice Morse stampato ed esteso in senso verticale, realizzando così barre strette e barre larghe. In seguito utilizzarono dei codici a barre ovali e brevettarono la loro invenzione.

I primi tentativi di riconoscere i codici a barre con un fotomoltiplicatore originariamente utilizzato per la lettura ottica delle bande audio dei film non ebbero successo: l’eccessivo rumore dei dispositivi termoionici, il calore generato dalla lampada utilizzata per l’illuminazione e il peso risultante dall’insieme erano ostacoli insormontabili.

Il successivo sviluppo della tecnologia laser permise ai lettori di essere costruiti a prezzi più accessibili e lo sviluppo dei circuiti integrati permise la decodifica vera e propria dei codici. Silver morì nel 1963 a soli 38 anni, prima di vedere le numerose applicazioni pratiche del suo brevetto.

Nel 1972, un grande magazzino di Cincinnati fece degli esperimenti con un lettore con l’aiuto della RCA, ma i codici a barre ovali si macchiavano facilmente o si producevano delle sbavature durante la stampa, per cui l’esperimento fu un insuccesso. Nel frattempo, Woodland sviluppò presso IBM i codici a barre lineari, che furono adottati il 3 aprile 1973 con il nome UPC (Universal Product Code). Il 26 giugno 1974 presso un supermarket a Troy, nell’Ohio, il primo prodotto (un pacchetto di gomme americane) veniva venduto utilizzando un lettore di codici a barre. Quel pacchetto di gomme si trova ora nello Smithsonian’s National Museum of American History.

Nel 1992, Woodland ha ricevuto dal presidente americano George H. W. Bush la Medaglia Nazionale per la Tecnologia.

barcode_c1.gif

Ho voluto citarlo in quanto il codice a barre è uno dei simboli grafici più usati e sfruttati nell’ambito della comunicazione visiva.

L’Esprit Nouveau appoggia la campagna di Milc “contro i tagli alla comunicazione”

martedì, ottobre 6th, 2009

taglicom

Il Progetto

dal sito www.mettiamocilatesta.it

Aziende ed istituzioni vedono troppo spesso, specie nei momenti di difficoltà, la comunicazione di qualità come una spesa alla quale si può facilmente rinunciare, senza pensare al valore aggiunto che apporta alla loro realtà.
Milc, con la campagna “Mettiamoci la testa”, vuole sottolineare l’importanza di affidarsi a professionisti della comunicazione per supportare con creatività e strategia la crescita di aziende ed istituzioni.
Una campagna che non vuole limitarsi a parlare con una sola voce, ma stimolare tra i pubblicitari un coro di voci compatte: almeno per una volta ci piacerebbe vedere il nostro settore unito da un intento comune.
Per questo vi invitiamo ad accendere la vostra creatività, dando vita a proposte incentrate sul tema dei tagli alla comunicazione: inviateci campagne, foto, video o anche semplicemente una vostra idea scritta.
Mettiamoci insieme la testa, per dimostrare che la creatività e la strategia sono risorse a cui non si dovrebbe mai dare un taglio.

Sei Pubblicitario? Studente?

Partecipa anche tu!

nuovo e utile: teorie e pratiche della creatività

mercoledì, giugno 10th, 2009

Nuovo e utile è un sito per la divulgazione di teorie e pratiche della creatività e non ha scopo di lucro.

NeU vuole trasmettere una visione della creatività come stile di pensiero orientato a produrre risultati originali ed efficaci.
Vuole far conoscere informazioni e strumenti di buona qualità, utili per pensare e progettare in modo innovativo. NeU si rivolge a professionisti, docenti, studenti, ricercatori, e a chi ha un particolare interesse per le teorie e le pratiche della creatività.

italiano

2009 | Le 10 tendenze di web design

venerdì, aprile 10th, 2009

L’arte del web design è in continua evoluzione; i designer amano sperimentare soluzioni innovative a livello grafico, di impaginazione o di interfaccia, e a volte alcune idee si diffondono rapidamente e diventano un “classico”, una vera e propria tendenza.

Il sito Smashing Magazine propone alcune tendenze osservate negli ultimi mesi del 2008.

  1. Caratteri a rilievo: imitano le tecniche tipografiche della rilievografia; è un stile nuovo, spesso utilizzato per evidenziare prodotti o servizi online.
  2. Interfacce utente interattive (Rich Internet Application): implementate con Flash o AJAX, imitano il funzionamento di normali applicazioni desktop, e tendono sempre più a adattarsi all’utente e a comunicargli il suo stato di interazione con il sistema (ad esempio modificando l’aspetto dei bottoni già premuti). Per quanto riguarda il loro aspetto grafico, nell’ultimo anno si è dato sempre più padding e spazio a ogni elemento dell’interfaccia.
  3. Trasparenze con immagini PNG (comunque non supportate da Explorer 6). Gli sfondi semitrasparenti sono spesso utilizzati nell’header e nel footer, ma in alcuni casi, come nel sito 24 ways sono alla base di tutto il design della pagina.
  4. Grandi caratteri tipografici: la grandezza dei font usata per evidenziare i messaggi più importanti della pagina supera i 36 pixel e si dà sempre più importanza alla scelta accurata del font e dell’interlinea.
  5. Sostituzione dei font con tecniche come SIFR: i caratteri tipografici fanno parte del design complessivo della pagina web e come tali contribuiscono alla sua estetica; ora è possibile inserire font particolari oltre a quelli standard.
  6. Finestre condizionali, ovvero la nuova versione dei vecchi pop-up: ora sono più simili a usuali applicazioni desktop; molto spesso sono semitrasparenti e hanno un pulsante Chiudi.
  7. Finestre multimediali: attraverso dei video e delle presentazioni, l’utente che abbia a disposizione una connessione a banda larga può raccogliere informazioni senza cercarle attivamente. Occorre comunque dare sempre un’alternativa: alcuni utenti potrebbero non avere a disposizione una velocità di connessione adatta, o preferiscono non guardare il video (per esempio, se stanno ascoltando della musica per proprio conto).
  8. Aspetto da rivista: si tratta in genere di adattare delle tecniche comunemente usate nell’editoria cartacea, imitandone la disposizione delle immagini e del testo.
  9. Navigazione attraverso slideshow, detti anche “a giostra” (carousel): il contenuto disponibile ruota orizzontalmente o verticalmente attraverso dei comandi (normalmente a forma di freccia). L’utente può così accedere alla varie sezioni rapidamente interagendo con il contenuto e non con il browser (p. es. scorrendo la pagina).
  10. Blocchi di introduzione: l’area in alto a sinistra di una pagina web è quella che maggiormente attira l’attenzione dell’utente, spesso è sfruttata per introdurre il contenuto del sito, attraverso uno slogan o una spiegazione più estesa; per essa si usano font grandi e molto leggibili, coprendo dai 250 ai 400 pixel di larghezza.f

fonte programmazione.it

www.bellagranda.com vetrina turistica della provincia di Cuneo

venerdì, aprile 3rd, 2009

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